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L'oncologo Franco Berrino
L'oncologo Franco Berrino

Bassano, sul cancro l’ultimo Incontro senza censura

Si conclude domani sera, venerdì 20 novembre, al Cinema Teatro Montegrappa di Rosà, la rassegna “Incontri senza censura 2015”, organizzata dalla libreria La Bassanese e dall’omonima associazione culturale, con il patrocinio dell’Ordine dei giornalisti del Veneto. “Mi mangio il cancro!” con l’oncologo Franco Berrino è il titolo della serata conclusiva, che inizierà alle alle 20.45 ed è organizzata in collaborazione con l’associazione oncologica San Bassiano. “Molto scalpore ha fatto – si legge in una nota di presentazione della serata – la divulgazione degli effetti cancerogeni delle carni lavorate da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità. Salsicce e wurstel fanno venire il cancro come le sigarette. L’Oms ha infatti inserito le carni lavorate nel gruppo 1, ossia tra le sostanze “sicuramente cancerogene per l’uomo”, in compagnia di arsenico, alcol e sigarette. Ma quali altri alimenti preparano il “terreno fertile” al propagarsi delle cellule cancerogene e quali invece né limitano il nascere?”

Franco Berrino, medico, patologo, epidemiologo, già direttore del dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e in Europa, condotto importanti studi sul rapporto fra stile alimentare, livelli ormonali e successiva incidenza del cancro e sperimentazioni sullo stile di vita. I suoi studi e le ricerche degli ultimi anni sono contenuti nel suo ultimo libro “Il cibo dell’uomo”, edito da Franco Angeli, che sarà presentato durante l’incontro nella seratà di Rosà.

E non è finita, non c’è solo la carne sotto accusa infatti, c’è anche lo zucchero. Le ultime scoperte scientifiche dimostrano, infatti, che lo zucchero è tutt’altro che salutare. In fin dei conti, l’umanità è vissuta per 200 mila anni senza farne uso. Si tratta infatti si tratta di una scoperta relativamente recente, prima della quale i sapori dolci erano dati dalla frutta e dal miele. A partire dagli anni ’70 ricerche epidemiologiche, che hanno coinvolto centinaia di migliaia di persone e studiato decine di migliaia di casi di tumore, di infarto, di diabete, hanno confermato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la trasformazione del cibo che ha accompagnato la rivoluzione industriale ha avuto un ruolo importante nella genesi delle malattie croniche che caratterizzano il mondo moderno.

Durante la serata, Berrino darà consigli a chi diffida della pubblicità e dei nutrizionisti televisivi ma non sa come orientarsi, ai genitori che si interrogano su quale sia l’alimentazione migliore per crescere i loro figli, a chi soffre di piccoli disturbi che incidono fortemente sulla qualità della vita, ai malati che si chiedono quale sia l’alimentazione per aiutare la guarigione e prevenire le recidive della malattia, ai medici che desiderano aiutare i loro assistiti con umiltà e competenza, a erboristi, farmacisti e gestori di negozi biologici perché non veicolino proposte dietetiche potenzialmente nocive. “Prendiamo la pillola che ci ha messo a disposizione il padreterno – consiglia in sostanza il professore -, torniamo a mangiare la grande varietà di cibi vegetali, non raffinati dall’industria, che la natura ci offre”.

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