Banca Popolare di Vicenza, moniti dall’Europa

La Banca Popolare di Vicenza ha ricevuto, nei giorni scorsi, dalla Banca Centrale Europea i risultati finali del Processo di revisione e valutazione prudenziale (Srep). La Bce chiede all’istituto di credito vicentino di mantenere, su base consolidata, un Common Equity Tier 1 Ratio pari almeno al 10,25%. “Nella sua precedente decisione del 7 maggio scorso – ricorda in una nota la Popolare di Vicenza – la vigilanza europea indicava un requisito patrimoniale minimo in termini di CET1 Ratio pari al 10,3%, già diminuito dal precedente 11% sulla base delle valutazioni svolte in merito al recepimento nel bilancio 2014 delle rettifiche di valore su crediti legate all’esercizio di Asset Quality Review. Al 30 settembre 2015 il CET 1 Ratio è pari al 6,94%”.

“Come già precedentemente comunicato – continua BpVi – in occasione dell’approvazione del nuovo Piano Industriale 2015-2020 avvenuta il 30 settembre 2015, il miglioramento del coefficiente patrimoniale su valori superiori al requisito patrimoniale minimo richiesto dalla Bce, sarà realizzato attraverso il programma di rafforzamento patrimoniale, già approvato dal consiglio di amministrazione nella seduta del 28 agosto 2015, che prevede un aumento di capitale fino a 1,5 miliardi di euro entro aprile 2016, rispetto al quale la Banca ha già sottoscritto con UniCredit Group un accordo preliminare di garanzia per la sottoscrizione delle azioni. A titolo meramente esemplificativo il CET 1 Ratio al 30 settembre 2015 pro-forma, per tener conto dell’aumento di capitale, sarebbe superiore al 12%”.

Oltre al requisito minimo relativo al CET 1 Ratio, con la Srep Decision la Bce richiede alla Banca Popolare di Vicenza anche di: presentare un piano di capitale da realizzarsi entro la fine di aprile 2016; rafforzare le strutture organizzative, i processi, le procedure e le strategie relative alle sue funzioni di controllo interno; porre in essere politiche conservative ed un contingency plan sul fronte della liquidità fino alla realizzazione del piano di capitalizzazione, per far fronte a possibili deflussi che potrebbero influire sulla posizione di liquidità del gruppo; rafforzare il piano di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (Icaap) e il processo di stress test e di pianificazione del capitale.

“La Banca Popolare di Vicenza – conclude la nota di BpVi – ritiene che le richieste della Bce siano già pienamente considerate nel nuovo piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione nella seduta del 30 settembre 2015 e, di conseguenza, già avviate nell’ambito del piano realizzativo”.

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