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Arzignano, successo per “Arsenico e vecchi merletti”

Il Teatro Mattarello di Arzignano ha ospitato ieri, mercoledì 25 novembre, lo spettacolo “Arsenico e vecchi merletti”, basato sul famoso testo di Joseph Kesselring e diretto dal regista e scrittore Giancarlo Marinelli. Un bollitore di thé azzurro confetto sovrasta una scenografia in cui campeggiano biscotti giganti: la fantomatica casa ideale in cui vivono le anziane sorelle Brewster ha fatto dell’accoglienza l’imperativo morale per eccellenza. Porto sicuro in cui ricevere carezze culinarie e cordialità, l’abitazione delle due dolci vecchine Abby e Marta, interpretate da due affiatatissime Paola Quattrini e Ivana Monti, è in realtà un covo in cui si consumano molti omicidi.

Il contrasto con l’apparenza gioiosa delle due signore, così carine con le loro cuffie color pastello e i loro delicati passi di danza, è presto spiegato con l’appartenenza alla razza Brewster. Pare infatti che il nonno, un gran volpone, avesse fatto fortuna con i cadaveri. Non manca la progenie, in casa le due anziane ospitano infatti un nipote, che crede di essere Roosevelt e urla ogni secondo “carica” nel migliore abbigliamento da Presidente degli Stati Uniti, e un critico teatrale, Mortimer, in procinto di sposarsi con la figlia del parroco. L’idilliaca scena viene presto interrotta dall’imbarazzo di trovare un morto nella cassapanca: nonostante una recitazione un po’ stereotipata, Sergio Mûniz, ovvero Mortimer, riesce a far capire al pubblico la sorpresa reale di questo colpo di scena.

Lo scavo della “chiusa di Panama”, in cantina, da parte del nipote Ted, serve a ospitare vari morti di febbre gialla: questa invenzione nella mente del povero malato allude invece al “piccolo” segreto delle zie, che uccidono e seppelliscono persone sole al mondo per compassione. La dolcezza del vino di sambuco può trarre in inganno, solo uno ha fatto in tempo a dire “è proprio squisito” che è presto caduto morto stecchito. Complica il quadretto familiare l’arrivo del terzo nipote, Jonathan, con una nuova faccia che lo rende simile d’aspetto a Bela Lugosi, insieme al dottor Einstein, chirurgo specializzato nel cambiare i connotati.

L’umorismo nero che caratterizza questo testo è corredato dalle gag dei poliziotti dalla cravatta brillante e dal simpatico Ted, protagonista di un intermezzo in cui compiange le vittime della pestilenza. Il sorriso non si arresta perchè ai momenti recitati si alterna anche qualche siparietto musicale, l’opera racchiude in sè i germi di un vaudeville, di una black comedy e del thrilling. Non c’è una morale, possiamo assistere allo spettacolo come se stessimo per bere una bella tazza di thé fumante: comodi, al caldo, senza pensieri.

La prossima replica nel vicentino si terrà domenica 29 novembre, alle 17, al Teatro Modernissimo di Noventa Vicentina, mentre la stagione di prosa del Teatro Mattarello di Arzignano proseguirà mercoledì 2 e giovedì 3 dicembre con “Le Olimpiadi del 1936” interpretate da Federico Buffa.

Camilla Bottin

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