Allevatori, guerra del latte in difesa delle produzioni

La Federazione Coldiretti della provincia di Vicenza difende il latte italiano e lo fa con una vera e propria “battaglia del latte”. L’azione di protesta prenderà il via domani, quando migliaia di allevatori assedieranno il centro di distribuzione dei prodotti della multinazionale del latte francese Lactalis ad Ospedaletto Lodigiano, Lodi.

Mucche e trattori. Saranno, dunque, queste le “armi” di cui si serviranno gli imprenditori agricoli, nella loro azione di tutela del Made in Italy e dei consumatori italiani. In concreto, domani mattina, partirà da Vicenza un pullman, che si unirà agli altri in partenza dalle province venete, per condividere la protesta delle migliaia gli allevatori Coldiretti di diverse regioni, che lasceranno le campagne per difendere lavoro, animali, stalle, prati e pascoli custoditi da generazioni.

Da dove nasce la protesta? La chiusura, si legge in una nota di Coldiretti Vicenza, di numerose stalle che si è verificata nell’ultimo anno, porta con sé effetti irreversibili su occupazione, economia, ambiente e qualità dei prodotti e rischia anche di far perdere al nostro paese la sua produzione di latte che, tra l’altro, viene pagata al di sotto dei costi di produzione. Si parla di cifre che non consentono nemmeno di dare da mangiare agli animali.

Il punto è che da questa situazione risultano avvantaggiate le importazioni di bassa qualità, spacciate come italiane per la mancanza di un sistema trasparente di etichettatura. Gli allevatori italiani, dunque, si ribellano e, continua la nota, “con il blitz programmato, prenderanno d’assedio obiettivi sensibili e significativi, come il centro di distribuzione dei prodotti della multinazionale del latte francese Lactalis”. L’azienda, dopo aver conquistato i grandi marchi nazionali Parmalat, Galbani, Invernizzi e Locatelli, è diventata il primo gruppo del settore.

“Saremo compatti – commenta il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola – anche in questa protesta per la difesa di produzioni, territorio ed economia italiani, tanto più che quella vicentina è una provincia a forte vocazione allevatoriale ed ha sempre lavorato puntando su efficienza e qualità delle stalle. Per questo avremo al nostro fianco gli allevatori, che giungeranno da Vicenza e da tutto il Veneto, per far sentire il loro grido di disperazione rispetto, in particolare, alla mancanza di un’etichettatura completa”.

“I produttori – continua Cerantola – hanno diritto ad essere remunerati per il lavoro che fanno e non di continuare a vedere quadruplicato il prezzo della loro materia prima dalla stalla al banco di vendita. I consumatori, poi, devono sapere cosa consumano e qual è la provenienza”. Quello che viene chiesto è il rispetto della legge 91 del luglio 2015 che, in esecuzione dei principi comunitari, impone che il prezzo del latte alla stalla debba commisurarsi ai costi medi di produzione.

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