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A quando il circo senza animali?

Scrivo queste poche righe dopo essere venuto a conoscenza di un ennesimo attendamento circense a Vicenza. Siamo ormai tutti consapevoli che, per gli animali, il circo significa prigionia a vita in spazi angusti, continui spostamenti su camion, sofferenza psicologica e fisica per le sevizie subite durante gli addestramenti, in quanto sappiamo che non si può costringere un animale selvatico a fare cose innaturali e dolorose senza usare la  violenza.

Ritengo sia altrettanto grave permettere alle scuole locali di distribuire agli studenti sconti per il circo: ai bambini bisogna insegnare il rispetto per gli animali e non il loro sfruttamento. Continuiamo a nutrire la speranza di una presa di coscienza per il futuro, che porti alla scelta di non permettere più l’attendamento di circhi con animali.

Enrico Bertoldo

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