mercoledì , 28 Aprile 2021

Ulss 6, Cgil: “Troppo poche le assunzioni autorizzate”

“Nell’incontro del tavolo tecnico che si è tenuto alla Ulss 6 tra la direzione aziendale e le organizzazioni sindacali, è stato comunicato che la Regione Veneto ha autorizzato l’azienda di Vicenza ad assumere appena ventisei unità, di cui soltanto dodici infermieri ed operatori socio sanitari, a fronte di un fabbisogno, calcolato dalla direzione ma per noi sottostimato, di 45 unità. Questo è grave, le nuove assunzioni autorizzate dalla Regione non sono sufficienti a garantire né il turn over, né l’apertura della terapia intensiva pediatrica, né a coprire le assenze temporanee ed improvvise”. Sono parole di Giancarlo Puggioni, segretario provinciale della Funzione pubblica Cgil che interviene di nuovo sulla preoccupante situazione dell’organico in forza alla Ulss 6 di Vicenza, dopo aver riproposto il problema nei giorni scorsi evidenziando quanto l’organico di infermieri e medici sia insufficiente e bisognoso di nuove assunzioni.

“L’ Ulss – sottolinea di nuovo Puggioni – ha la grave responsabilità di aver chiesto con troppo ritardo alla Regione l’autorizzazione ad assumere, e la Regione ha la responsabilità anche più grave di non autorizzare il reale fabbisogno, comprimendo ulteriormente gli organici con gravi ripercussioni sulla qualità e funzionalità dei servizi e dei reparti, scaricando tutto il peso delle difficoltà sul personale. Perseverare, da parte della Regione, nella scelta di tagliare sugli organici di infermieri, operatori e medici, e nel contempo garantire la regalia elettorale di 25 milioni di euro ai medici di base e continuare a sperperare denaro pubblico non intervenendo sui progetti di finanza dei nuovi ospedali che costano ai cittadini veneti oltre 70 milioni di euro l’anno, porterà inevitabilmente allo scontro, dentro e fuori i posti di lavoro”.

“La Fp Cgil – rincara la dose il sindacalista – non esiterà a denunciare alla direzione territoriale del lavoro qualsivoglia violazione in materia di orario, dalle ore di lavoro settimanali, ai riposi giornalieri ai recuperi tra un turno e l’altro. Priorità andrà data all’attività istituzionale e non alla libera professione, dovrà essere concordato in azienda con la Rappresentanza sindacale un protocollo operativo per la gestione delle assenze improvvise sopratutto nei reparti e servizi h24, che rischiano di essere oltremodo esposti, ed andrà attentamente monitorata la situazione sotto il profilo della salute e della sicurezza del personale e del servizio in quei reparti che opteranno per la sperimentazione del turno sulle 12 ore, informando e coinvolgendo nell’osservatorio i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e le organizzazioni sindacali. In assenza di risposte attiveremo i nostri uffici legali e mobiliteremo i lavoratori”.

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