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Separazione e divorzio, c’è ancora molto da fare in Italia

C’è un vecchio adagio che recita: la giustizia non è di questo mondo. Forse è così, o forse chi lo dice vuole in realtà mantenere le  cose come stanno, scoraggiando tutti noi dal cercare qualsiasi cambiamento. Tendiamo a credere però che la verità sia in questa seconda ipotesi, che insomma dovremmo ricercare giustizia anche in questa valle di lacrime. E già, perchè di cose che non vanno ce ne sono molte in Italia, e non solo per gli aspetti legati alla politica, al malaffare, e alle disfunsioni generali della nostra società di cui spesso parliamo.

Ci sono anche nel piccolo, nella vita quotidiana di tutti noi. Ecco ad esempio quello che questo lettore ci scrive:

Sono un 65enne in fase di separazione, con una sentenza che mi condanna a dare a mia moglie un assegno di mantenimento pari a 200 euro. Sono in pensione dal 2010 con circa 1050 euro. Dopo aver tolto l’affitto di 280 euro, un prestito con un rientro di 300 euro e le spese varie, come faccio ad onorare quanto mi è stato imposto? Visto anche che mia moglie si è presa casa, macchina, risparmi di famiglia e ori. E si tenga conto che prende una pensione superiore alla mia.

Qui c’è qualcosa che non quadra, sembra che davvero vengano usati due pesi e due misure. Forse la mia storia non interessa a nessuno, ma vi assicuro che tutto questo fa male, molto male.

Fatti due conti, questo lettore ha ragione. Tra l’altro non è certo un caso isolato, ci risulta anzi che si tratti di situazioni abbastanza frequenti. Quante cose ci sarebbero da cambiare in questa povera Italia!

2 Commenti

  1. SEGUE- Ma se il divorzio non è consensuale allora tutto dovrebbe cambiare: Il coniuge che vuole la separazione in caso di rifiuto dell’altro coniuge può recarsi in tribunale tramite legale e chiedere la separazione ed il giudice stabilirebbe l’importo dell’assegno mensile, e la pratica non dovrebbe costare più di 1000 euro tra costi di marche da bollo e spese di tribunale. Esattamente dopo 1 anno dall’udienza di separazione scatterebbe in automatico il divorzio con tanto di annullamento degli alimenti. Qualora la coppia dovesse tornare insieme basterebbe semplicemente comunicarlo al tribunale che provvederebbe all’annullamento della pratica di separazione evitando così il divorzio automatico allo scadere dell’anno di separazione.
    Questo renderebbe i coniugi vittime di non sottostare alle condizioni degli altri coniugi che approfittano della situazione e soprattutto non darebbe la possibilità di pagare gli alimenti per oltre 1 anno perchè ritengo che sia un tempo abbastanza sufficiente per trovarsi un lavoro. Ovviamente tutto questo quando non ci sono figli perchè in caso di figli cambierebbe l’articolo riguardante gli alimenti sia per importi sia per i tempi.
    Vorrei sapere se esistono organi ai quali si possa chiedere di proporre o almeno prendere in considerazione la mia proposta perchè credo che in italia ci siano migliaia di uomini nella mia condizione.
    Siamo nel 2015 e quando le leggi sono vecchie VANNO CAMBIATE!

  2. Ho 45 anni e mi sono separato 2 anni fa consensualmente accettando (con enorme errore) un assegno mensile di 400 euro ritenuto da tutti eccessivo. Nel frattempo per una serie di discussioni e divergenze con la mia ex si sono rotti definitivamente i rapporti e ora comunichiamo solo tramite i nostri legali. Con la nuova legge sul divorzio breve potrei procedere al divorzio anche perchè ho una compagna che vorrei sposare al più presto ed una figlia con lei oltre ai suoi 2 figli che per me sono come miei figli ma la mia ex che non è disposta a cedere così facilmente mi ha chiesto 35.000 euro per divorziare consensualmente e questo perchè sa benissimo che per una serie di ragioni per adesso non posso procedere con il divorzio giudiziale.
    Fatta questa premessa io mi chiedo perchè queste leggi ormai obsolete dove tutelano troppo la donna o comunque uno dei coniugi non vengano cambiate in modo semplice e moderno, al passo con i tempi. Io personalmente mi sento come ricattato, non libero di poter vivere la mia vita con la donna amata regolarmente anche legalmente, mi sento legato da un pezzo di carta che limita la mia libertà.
    Vorrei proporre una legge semplicissima dove si eviterebbero situazioni di ricatto simile alla mia e si ridurtrebbero i tempi ed i costi per varie cause in caso di divorzio o separazione giudiziale.
    La mia proposta è: in caso di separazione e divorzio consensuale lasciare tutto così come è la legge attuale in quanto i costi sono contenuti ed i tempi brevi-…

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