lunedì , 1 Marzo 2021

Sanità privata, nasce “Rete salute per il Veneto”

Tempi di riorganizzazione della sanità pubblica regionale, quelli che stiamo vivendo. Ed in questo contesto anche le strutture ambulatoriali private, convenzionate con il servizio sanitario nazionale, cercano di riorganizzarsi e magari anche di unirsi per contare di più. Nasce così la Rete salute per il Veneto, che riunisce otto gruppi ambulatoriali con ventidue strutture tra Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, ma anche a Gorizia e a Trento. Lo scopo è, naturalmente, anche quello di “rispondere ai crescenti bisogni nel settore della salute – si legge in una nota in proposito -, e dare ai cittadini la possibilità di accedere a servizi complementari e integrati con costi e tempi di attesa competitivi”.

I numeri della Rete salute per il Veneto tra l’altro non sono irrilevanti: un fatturato aggregato di circa 20 milioni di euro, 500 tra dipendenti e collaboratori, circa 150 mila accessi e oltre 1,5 milioni  di prestazioni erogate dall’inizio del 2015. La nuova rete è stata presentata questa mattina nella sede di Unioncamere Veneto dal suo presidente e dal vice, Giampietro Vecchiato e Giuseppe Caraccio, dal presidente, per il Veneto, di Cittadinanzattiva Tribunale del malato Umberto Iazzetta e dal presidente di Unioncamere Veneto Fernando Zilio. Per quanto riguarda i fondatori della Rete, sono sette gruppi operanti nel comparto sanitario privato della regione, tra i quali anche la vicentina Sefamo Srl.

“Quando si decide di costruire una Rete d’Imprese – ha commentato il presidente di Unioncamere – non è solo per gli indubbi vantaggi economici e le agevolazioni di natura fiscale che comporta, ma soprattutto perché si vuole condividere know how e sposare una filosofia. Nel caso della Rete salute per il Veneto, questa consiste nella volontà di garantire un bene primario come la salute, in una logica di integrazione con il welfare pubblico. Anche le strutture private accreditate fanno quindi la loro parte nel contribuire a definire politiche sanitarie eque, efficienti ed efficaci e per favorire il mantenimento degli standard di eccellenza raggiunti in Veneto”.

“Con il welfare state che sta arretrando, – ha sottolineato Caraccio – con la riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale e regionale e la comparsa di nuovi sistemi di welfare aziendale o di altre forme complementari, con l’ingresso di gruppi multinazionali tedeschi, austriaci e americani che tentano di acquisire strutture nel nostro paese, abbiamo visto la necessità di organizzarci per dare una risposta immediata ai bisogni dei cittadini. L’obiettivo della rete è di migliorare la qualità nell’erogazione di prestazioni ambulatoriali con tariffari sostenibili, attraverso l’abbattimento delle liste di attesa, l’utilizzo di tecnologie e strumentazioni, qualità organizzativa, e la capillarità territoriale delle strutture aderenti”.

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