Sanità, Cgil: “San Bortolo in tilt senza nuovi infermieri”

Potrebbero esserci seri problemi in un futuro non lontano per l’ospedale di Vicenza, in particolare per il servizio che viene assicurato dagli infermieri. La situazione è chiara soprattutto su un punto: servono nuove assunzioni. Lo dice esplicitamente la Cgil, più precisamente lo fa il segretario provinciale della Funzione Pubblica di Cgil Vicenza, Giancarlo Puggioni, rendendo noto che, come ampiamente previsto, “è fallito il tentativo promosso dalla Rappresentanza sindacale unitaria di affrontare la situazione nella Ulss 6 chiedendo di rinviare l’applicazione del così detto turno europeo”. Per essere più chiari, con turno europeo si intende il rispetto di un orario di lavoro che consenta il riposo, in questo caso quello degli infermieri.

Giancarlo Puggioni
Giancarlo Puggioni

In altre parole, se gli infermieri del San Bortolo riposassero come dovrebbero l’ospedale andrebbe in tilt. “La direzione aziendale – spiega Puggioni – ha la grave responsabilità di aver chiesto alla Regione con notevole ritardo il personale necessario per garantire gli attuali servizi applicando le nuove direttive. La Regione Veneto ha però la gravissima responsabilità di aver in questi anni bloccato e limitato le assunzioni, portando progressivamente al baratro la sanità pubblica veneta, che è oramai al collasso: le carenze gravi di personale (solo nel vicentino servirebbero almeno un centinaio di infermieri in più ed altrettanti operatori socio sanitari, così come ostetriche e tecnici di laboratorio, ma non solo…) rischiano di compromettere seriamente la funzionalità dei servizi”.

“Se ciò in questi anni non è avvenuto – prosegue il sindacalista -, è stato perché il personale si è reso disponibile a fare turni molto ravvicinati, a saltare i riposi per sostituire le assenze improvvise, ad accumulare migliaia di ore di straordinari e centinaia di giorni di ferie. Ora le aziende sanitarie (tutte, non solo Ulss 6) non potranno più contare su questa disponibilità perché la legislazione impone l’obbligo, anche per le aziende sanitarie, come peraltro già in vigore in tutto il mondo del lavoro, di rispettare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ai riposi ed alle ferie come da direttiva europea”.

“La Fp Cgil – conclude Puggioni – chiede alla Regione Veneto di sbloccare in tempi rapidissimi le assunzioni ed i concorsi, e chiede all’ Azienda Ulss 6 di concordare con la Rsu un piano aziendale in grado di garantire la continuità dei servizi rispettando l’orario di lavoro del personale e salvaguardando il diritto dei lavoratori ai riposi ed alle ferie”.

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