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Ruba incassi del Burger King, arrestato dipendente

Un dipendente infedele intascava i guadagni del locale dove lavorava da anni e dopo aver destato sospetti nel titolare, a seguito delle indagini, è stato arrestato per appropriazione indebita aggravata. In manette è finito Hasibul Haque, bengalese di 31 anni, ma cittadino italiano, incensurato, assistant manager e uomo di fiducia del titolare, fino a ieri, del Burger King in via Brescia a Torri di Quartesolo. A destare i sospetti sono state le continue discrepanze tra l’inventario del magazzino e gli incassi, anche se poi tutto il bilancio quadrava alla perfezione, notate dal titolare che da maggio  ha subito un ammanco di circa 20 mila euro. L’uomo si è così rivolto alla Polizia di Stato e la Squadra Mobile del vice questore Corazzini ha avviato le indagini arrivando a piazzare anche una telecamera nella sala del locale dove si effettuava il conteggio del denaro.

Hasibul Haque
Hasibul Haque

Le indagini hanno così permesso di appurare che Haque, dipendente del “Burgre King” dal 2011, agiva sempre allo stesso modo: prendeva l’ordine, lo mandava in cucina, emetteva lo scontrino e poi annullava la battitura. A fine giornata si presentava al conteggio dell’incasso già con le idee ben chiare in testa in quanto aveva già contato tutti i soldi ricavati con i vari annullamenti. Uno stratagemma ben studiato insomma che gli ha permesso di intascare un bel grizzoletto. I sospetti si sono concentrati su di lui anche perché nei giorni nei quali era di riposo non si contavano ammanchi.

E così ieri sera, dopo aver visto tutto dalle immagini della telecamera, i poliziotti della Squadra Mobile guidati dal sostituto commissario Bettini si sono presentati nel locale cogliendo in flagranza Haque, visto che i soldi li aveva ancora nella tasca della camicia, 380 euro. Inoltre nel portafogli sono stati trovato 2 mila euro, denaro ottenuto annullando gli scontrini nell’ultima settimana. È inoltre emerso che l’arrestato, quando temeva controlli, nascondeva i soldi nei calzini.

Quando si è trovato davanti ai poliziotti si è giustificato con versioni diverse, dicendo che il denaro gli serviva per mandarlo ai genitori, oppure che doveva pagare una contravvenzione, o ancora che doveva aiutare lo zio a costruire una Moschea nel suo paese di origine. L’uomo si è detto disponibile alla restituzione di tutto il denaro rubato ed è stato condannato a 5 mesi e al pagamento di 400 euro.

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