Politica

Protesta dei migranti, la Lega Nord attacca

“Vogliono il caldo e il cibo africano? Tornino da dove sono venuti”.  Sono queste le parole che usa Nicola Finco, capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale commentando la protesta, ieri, a Vicenza, di alcuni profughi, o migranti che dir si voglia. Si trattava di quel gruppo che è ospitato in un albergo a Cesuna, sull’altopiano di Asiago del quale avevamo parlato in questa pagina. Sono poi venuti a Vicenza, portando in Prefettura le loro rivendicazioni. Per quanto ci riguarda, la segnalazione ricevuta parlava di una situazione di disagio per i migranti, legata soprattutto ai tempi lunghi per il riconoscimento del diritto di asilo, con in più forse qualche richiesta di miglioramento in merito a vitto e alloggio.

Nicola Finco
Nicola Finco

Ma si sa, in Italia è sempre difficile stabilire come veramente stanno le cose, e le fazioni troppo spesso hanno ciascuna una loro verità. Certo è che la Lega Nord non si è lasciata sfuggire questa ghiotta occasione ed ora definisce “vergognoso che i migranti, dopo essere accolti, tutelati ed accuditi, abbiano il coraggio di lamentarsi. In un momento di crisi come questo, dove milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà, queste proteste danno la misura dei personaggi che la sinistra buonista considera profughi. E’ ora di dire basta a queste bande di sfaticati che pensano di vivere sulle spalle degli italiani e dei veneti”.

“La logica dell’accoglienza diffusa – continua Finco – è fallita. Vanno rispristinati immediatamente i Cie e tolti dalle città e dagli alberghi gli immigrati. La temperatura dell’altopiano e la pasta non sono di loro gradimento? Se ne tornino in Africa  troveranno sicuramente un clima mite e del buon cibo africano”.

Sulla stessa lunghezza d’onda ci sono anche il segretario provinciale della Lega Nord, Antonio Mondardo, ed il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ponte l’accento su quanto riportato oggi da alcuni organi di stampa che hanno sottolineato in particolare il malcontento dei migranti per come vengono nutriti, soprattutto a base di pasta.   “Chi rifiuta il cibo che gli viene offerto – commenta ora Zaia -, non scappa dalla fame o dalla miseria, e non ha la minima voglia di accettare la nostra cultura. Questi immigrati dovrebbero imparare il messaggio che ci è stato trasmesso dai nostri nonni, spesso migranti pure loro: non si critica ciò che ti viene offerto con generosità, chi ha fame non dice mai no alla mano che offre il pane. Il prefetto di Vicenza, a questo punto, li accontenti: se rifiutano la nostra pastasciutta e vogliono cibo etnico, siano rimandati immediatamente a casa loro dove evidentemente il pane non manca”.

“Leggo – dichiara Zaia – che avrebbero preso la corriera di linea senza pagare il biglietto, nel frattempo hanno ottenuto di essere spostati da un hotel a un altro che sarebbe più di loro gradimento. Oggetto della protesta è anche la cooperativa che li ha presi in carico ma che, testualmente, ‘non fa abbastanza’. Senza contare il fatto che dicono di annoiarsi sull’altopiano di Asiago ora che l’estate è finita e i villeggianti se ne sono andati. Trovo vergognoso che questi ragazzi in ottima salute, corpulenti e abili al lavoro, provenienti da Paesi non certo in guerra, siano mantenuti a spese di cittadini veneti che faticano a portare in tavola un piatto di pasta, altro che cibo etnico. Suggerisco al prefetto di accontentarli, di chiudere subito la pratica per il riconoscimento di uno stato di profugo che evidentemente non spetta a chi rifiuta il nostro cibo, e di rimpatriarli come da norma di legge. Chiedo poi al governo, che due settimane fa aveva annunciato con toni trionfalistici che l’Europa si sarebbe presa in carico soggetti di questo tipo, cosa stia aspettando a liberare Cesuna dalla presenza di migranti, evidentemente non soddisfatti e stanchi della nostra ospitalità”.

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