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L'ex ministro Elsa Fornero - Foto Niccolò Caranti (CC BY-SA 3.0)
L'ex ministro Elsa Fornero - Foto Niccolò Caranti (CC BY-SA 3.0)

Presìdi dei sindacati per la revisione della Legge Fornero

E’ una immagine che passerà alla storia quella dell’ex ministro Elsa Fornero che piange pubblicamente mentre illustra la legge che porta il suo nome. Si è scherzato, in Italia, su quelle lacrime, qualcuno ha anche magari messo in dubbio la loro autenticità. Nessuno però ha mai scherzato nè avuto dubbi sulle lacrime che quella legge ha fatto versare a tanti italiani, a cominciare dai così detti esodati, coloro cioè che avevano raggiunto i limiti per chiedere la pensione con la vecchia legge, avevano già lasciato il lavoro, per scelta o perché obbligati, in attesa della conclusione della pratica, per rimanese poi amaramente delusi dall’entrata in vigore della legge Fornero, che li ha costretti ad attendere anni prima del meritato pensionamento, senza mezzi per andare avanti nell’immediato.

Insomma, della maggior parte dei ministri dell’allora governo Monti neanche ci ricordiamo, dello stesso ex premier, ora senatore a vita, ci rimane una cartolina sbiadita. Ma la Fornero no, lei ce la ricordiamo bene. Ed anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil se la ricordano, dopo averla criticata allora e aver continuato anche dopo. Anzi, i sindacati non hanno mai smesso di chiedere che quella legge venga rivista, e lo fanno anche adesso con una iniziativa nazionale, una serie di presìdi per rivendicare un fisco più equo e la revisione, appunto, della legge Fornero sulle pensioni.

“Rivedere la legge Fornero – spiegano i sindacati in una nota – vorrebbe dire rispondere ai bisogni delle persone non più giovani, costrette a permanere per lunghi periodi nei luoghi di lavoro, magari con lavori usuranti, e sbloccare il turn over a favore dell’impiego dei giovani, costretti invece a cercare opportunità altrove”.

Naturalmente, il presidio si terrà anche a Vicenza, venerdì 16 ottobre, dalle 11 alle 12, davanti alla Prefettura. “Ribadiamo – continuano i sindacati – le proposte sulla revisione complessiva del sistema previdenziale contenute nella piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil con l’obiettivo di ripristinare gradualità, flessibilità e solidarietà, anche allo scopo di rendere sostenibile il sistema sul piano sociale, per fare favorire l’occupazione giovanile. In particolare, tra le nostre richieste, c’è il riconoscimento del diritto alla pensione anticipata con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età del lavoratore e senza penalizzazioni, per tutelare i lavoratori precoci”.

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