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Bracconieri pizzicati dalla Polizia provinciale

Nuova operazione anti bracconaggio degli agenti di Polizia provinciale del distaccamento di Montecchio Maggiore. Mentre effettuavano un servizio di controllo territoriale nella zona collinare di Montorso, due guardie hanno sentito il richiamo di un uccello protetto. Appostatisi, si sono resi conto che ad usarlo erano cacciatori di frodo della zona. Il richiamo veniva da una tettoia, di fianco ad una abitazione, ad opera di due persone, poi identificate in due fratelli, F.N. e S.N, rispettivamente di 41 e 31 anni, che esercitavano abusivamente la attività venatoria servendosi anche di un fucile calibro 8 modificato con l’innesto di un silenziatore.

Questo, naturalmente, per non fare sentire gli spari, dato che era una giornata di silenzio venatorio. Pesanti i reati contestati ai due. Dal bracconaggio al reato di caccia in giorno di silenzio venatorio, alla modifica dell’arma, all’utilizzo di richiami di specie particolarmente protette, fino all’omessa custodia di un altro fucile rinvenuto durante una successiva perquisizione assieme a 114 uccelli di specie non cacciabili e particolarmente protette. Tutto sequestrato dagli agenti della Polizia Provinciale, come pure gli animali abbattuti nel corso della giornata.

“Vorrei sottolineare – ha commentato il comandante della Polizia provinciale di Vicenza, Claudio Meggiolaro, – la professionalità del nostro personale che quando ha sentito il richiamo di un animale protetto si è subito chiesto da dove provenisse realmente. Questa è una sensibilità che abbiamo maturato in anni di servizio a difesa del territorio. Spero che qualcuno raccolga questo testimone con la stessa attenzione”.

Soddisfatto anche il presidente della Provincia Achille Variati. “Il fatto stesso – ha sottolineato – che, in un periodo di incertezza come quello attuale, il personale continui comunque a garantire in tutti i settori efficienza e rispetto della legalità è un segnale importante che consegniamo ai nostri cittadini. Facciamo e faremo fino in fondo il nostro dovere”.

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