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Marano, c’è la Mostra Artigianato Alto Vicentino

E’ in corso in questi giorni, a Marano, la Mostra Artigianato Alto Vicentino. Si tratta ormai dell’edizione numero 43, organizzata da un comitato formato dall’amministrazione comunale, Confartigianato, Cna, e la collaborazione della Pro Marano. I padiglioni, che hanno aperti i battenti il primo ottobre, sono allestiti nell’area degli impianti sportivi e saranno visitabili fino a domani, domenica 4 ottobre, ritornando poi nel fine settimana seguente con la mostra del riuso creativo. In questi quattro giorni dunque, tutta Marano Vicentino vive negli spazi espositivi di viale Europa, dove si possono trovare tutti i giorni pane fresco, pizza e dolci e, con un’offerta libera, si può finanziare l’Istituto comprensivo per l’acquisto di tecnologie che permetteranno alla scuola di evolversi.

Inoltre, per il mais Marano che quest’anno propone la 19esima edizione della Festa all’interno della mostra, la celebrazione è doppia. La cooperativa infatti ha partecipato già due volte all’Expo, dove tornerà martedì con gli stand della Regione Veneto, ma soprattutto ha ottenuto il riconoscimento De.Co. per la granella di mais, la cui produzione è legata al 
consorzio di tutela del mais.
 Altro prodotto alimentare che racconta la tradizione del territorio sono i parpagnacchi maranesi, che si potranno trovare nei panifici.
 Ed ancora, il salame e la sopressa di Marano. Ci sono poi due macchinari espressione della forza creativa dell’imprenditoria maranese: l’impastatrice in ghisa con utensile a forcella, chiamata “La vittoria” e il torchio in ottone per pasta fresca detto “Il bigolaro”.

Per quanto riguarda gli appuntamenti ed incontri che la Mostra dell’artigianato di Marano propone, da segnalare il successo oltre le aspettative che ha riscosso quello rivolto ai giovani. Sono arrivati in circa 400 dagli istituti Itis e Ipsia di Schio e Thiene. “Il futuro del lavoro, addio impiego, benvenuto lavoro” era il tema del convegno, affidato a Riccardo Maggiolo, e proposto nella mattinata oggi. Flessibilità e disoccupazione gli aspetti analizzati di un settore mai come oggi problematico e soggetto a mutamenti. Due ore di relazioni per uscire con un po’ di consapevolezza in più e la convinzione di poter essere protagonisti.

“Ho cercato di trasmettere ai giovani un po’ di fiducia – ha spiegato Maggiolo -, ho proposto l’incontro come una commedia, che comincia male, ma finisce bene. È vero che fra privacy, nuove tecnologie, competenze trasversali, stanno sparendo molti posti di lavoro. Ma è altrettanto vero che in questa situazione, per quanto difficile, non ci sono soltanto rischi ma anche opportunità, quando si riconoscono i propri talenti e si trova un modo per usarli. Il futuro dei lavoratori non è più quello di dipendenti, ma dovranno essere sempre più loro ad assumere le aziende”.

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