Arte, Cultura e Spettacoli

Olimpico, “Blasphemìa – Il Teatro e il Sacro”

Ospiti come lo psichiatra Vittorino Andreoli e il drammaturgo Rodrigo Garcia, un tema importante in discussione e uno spazio particolare riservato a personaggi e spettacoli entrati nella storia o figli della scena contemporanea. Sono i tratti generali della decima, speciale edizione di Laboratorio Olimpic­o, convegno internazionale in programma al Teatro Olimpico di Vicenza (fra teatro e odeo) nei giorni di sabato 7 e domenica 8 novembre. Il tema è “Blasphemìa – Il Teatro e il Sacro”, e si confronteranno con il pubblico studiosi, operatori teatrali e giornalisti, chiamati a raccolta per questo evento internazionale diretto da Roberto Cuppone e nato da un’idea di Cesare Galla. Ad organizzarlo sono invece l’Accademia Olimpica e il Comune di Vicenza, affiancati, come partner di progetto, da Rete Critica, Diraas Università di Genova, Classici Contro e Liceo “Pigafetta” di Vicenza.

Vittorino Andreoli
Vittorino Andreoli

I lavori inizieranno sabato 7 alle 10 nell’Odeo. Dopo i saluti di Cesare Galla, in veste di vicepresidente dell’Accademia Olimpica, e del vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci, l’introduzione di Roberto Cuppone farà da premessa alla prima serie di interventi sul tema “Ipotesi e provocazioni dalla storia del teatro e dei suoi rapporti col sacro”. Realizzata in collaborazione con Rete Critica, la seconda giornata di lavori si concentrerà invece, sempre a partire dalle 10, su testimonianze dirette di giornalisti, critici, bloggers e protagonisti degli spettacoli più “blasfemi” degli ultimi anni. In videoconferenza da Montpellier interverrà Rodrigo Garcia, presentato da Gabriele Sofia. In questa pagina, maggiori dettagli, per entrambe le giornate del convegno, sui relatori che si avvicenderanno e sui contenuti dei loro interventi.

Rodrigo Garcia
Rodrigo Garcia

“Il termine blasfemia – spiega il direttore del Laboratorio, Roberto Cuppone – deriva dal greco bláptein, che significa ingiuriare, e phếmê che significa reputazione: letteralmente vuol dire diffamazione, contestazione della fama. Cioè, più che del divino in sé, del suo valore identitario. Se è vero che il teatro, da più di un secolo, si racconta come discendente del rito (in questo confortato dall’antropologia e dai miti fondativi di quasi tutte le culture), allora si può dire, con una punta di provocazione, che la storia di quello che noi chiamiamo teatro è in effetti storia di una progressiva dissacrazione (come in primis dimostra il Teatro Greco), ma nel contempo anche di un senso di perdita, di ricerca di quella stessa necessità iniziale, come dimostrano ad esempio i ciclici dibattiti sulla tragedia e sulle origini del teatro”.

“Ecco perché – conclude Cuppone -, secondo Jerzy Grotowski, diversamente dalla profanazione, che è invece mancanza di rapporto col sacro, oggi paradossalmente il blasfemo è il momento del tremito. Si trema quando si tocca qualcosa che è sacro; forse è già distrutto, distorto, deformato e comunque rimane sacro. Il blasfemo è un modo per ristabilire i legami perduti, per ristabilire qualcosa che è vivo. Non c’è blasfemo se non c’è relazione vivente col sacro”.

La partecipazione alle due giornate è libera e gratuita. Per il reading di sabato pomeriggio all’Olimpico saranno a disposizione i posti in platea, fino ad esaurimento. Info: Accademia Olimpica, 0444 324376 – www.accademiaolimpica.itsegreteria@accademiaolimpica.it; oppure Theama Teatro, partner organizzativo della manifestazione: 0444 322525 – www.theama.itinfo@theama.it.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button