lunedì , 1 Marzo 2021

Ipab, il commento di Vicenza Capoluogo

Quanto sembra essere accaduto all’Ipab di Vicenza, presso il reparto San Camillo, se confermato, è un fatto gravissimo poiché non solo mette a repentaglio la salute fisica di una persona già fragile per l’età, ma soprattutto intacca la dignità stessa dell’essere umano. Tante sono le voci che in questi giorni stanno invocando o annunciando controlli e fermezza, sia nei confronti della cooperativa che gestisce la struttura, sia nei confronti di chi governa l’Ipab vicentino. Ben vengano le verifiche e gli accertamenti, se servono a fornire soluzioni concrete e realizzabili per migliorare la qualità del servizio e la vita quotidiana degli anziani ricoverati nella struttura.

Vale la pena ricordare che la gestione dei tre reparti della struttura del San Camillo è stata appaltata alla cooperativa Bramasole durante la fase di commissariamento, affidata a Francesco Zantedeschi, in base ad una gara d’appalto al massimo ribasso, con una riduzione dei costi di quasi il 30% in meno rispetto all’appalto precedente, che ha avuto, con tutta evidenza, forti ripercussioni negative sulla qualità della vita degli ospiti. Non si può tuttavia omettere di puntualizzare la sempre diretta correlazione tra eccessiva riduzione delle risorse e qualità dei servizi generati. Gli sprechi devono sempre essere perseguiti e annullati a favore dell’efficienza ,che deriva però dall’efficacia dello strumento utilizzato. Quest’ultimo, se costretto ad abbassarsi al di sotto della soglia di efficacia non potrà mai generare un servizio efficiente e quindi di qualità.

Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Ipab, non più tardi di due settimane fa, ha diffidato la cooperativa padovana, contestandole l’inadempienza di 93 rilievi accaduti all’interno della struttura. Se le inadempienze verranno confermate, sarà necessario assumere posizioni forti, fino alla estromissione della cooperativa Bramasole dalla gestione dei reparti del San Camillo, per riportare serenità nella vita degli anziani ricoverati, dei loro famigliari e quindi anche nella gestione.

Riteniamo che il commissariamento invocato da alcuni non sia la soluzione da adottarsi in questo momento, ma piuttosto sia da sostenersi il nuovo consiglio di amministrazione, che sin dai suoi primi passi ha dimostrato di essere in grado di risollevare le sorti di questo ente, importante per la città e per i suoi anziani, non tanto a colpi di risparmi sulla spesa, che pur sono necessari, ma con la cura di coniugarli sempre con l’attenzione nei confronti della persona e della sua dignità.

Associazione civica Vicenza Capoluogo – Il Consiglio direttivo

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