giovedì , 25 Febbraio 2021

Ipab e appalti, M5S: “Colpa di una politica miope”

Anche il Movimento 5 Stelle di Vicenza interviene per commentare la vicenda che riguarda l’Ipab San Camillo, della quale, un video diffuso ieri, testimonierebbe uno stato di incuria a dir poco preoccupante. In realtà, il movimento, più che commentare questa vicenda specifica, allarga il campo alla diffusa situazione degli appalti, in Italia ed in Veneto, e della gestione della cosa pubblica, e ad una grossa parte del panorama politico attuale intento soprattutto a curare i propri affari e a tutelare i propri privilegi. Infatti i pentastellati, nel loro documento diffuso oggi, sottolineano subito come “la scandalosa vicenda dell’Ipab San Camillo di Vicenza sia la dimostrazione pratica dei risultati delle politiche sociali portate avanti dal Governo Renzi, a livello nazionale, e a livello regionale dal governatore Zaia”.

“Quello che è emerso in questi giorni – continua la nota di M5S – è che questa situazione è conosciuta da tempo. Hanno protestato i parenti degli ospiti delle strutture, operatori, organizzazioni sindacali: tutti hanno evidenziato le carenze assistenziali e i deficit strutturali della casa di riposo. Una miope politica dei tagli al sociale portata avanti con determinazione e con l’obbiettivo di smantellare le strutture pubbliche di sanità e assistenza. La privatizzazione dei servizi pubblici, tanto cara al centro destra e al centro sinistra, sta rivelando tutte le sue fragilità che in questo caso vengono fatte ricadere su soggetti deboli e indifesi”.

“Esternalizzare i servizi pubblici, dandoli in pasto ai privati o alle cooperative, fa risparmiare la pubblica amministrazione qualche soldo, che poi invece viene sprecato in super stipendi per incarichi politici, consulenze, poltrone, consigli di amministrazione, dirigenti strapagati. Questa è la tragica realtà nel ricco Veneto e abbiamo conferme di ciò tutti i giorni”.

“Se realmente questa politica fosse indignata – concludono i Cinque stelle – farebbe scelte diverse: meno autostrade e opere inutili, meno stipendi e pensioni d’oro, meno privilegi a una classe politica “cieca” di fronte a tali drammi e che apre gli occhi quando non può non farlo. C’è un solo modo per alzare il livello di qualità dei servizi per gli anziani: investire in personale e strutture pubbliche e fermare la dissennata politica di privatizzazione”.

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