Cibo & Vino

Il baccalà ad Expo seguendo la Via Querinissima

Percorrendo la Via Querinissima, il baccalà, accompagnato dalla Confraternità del bacalà alla vicentina, ha fatto una tappa all’Expo di Milano. Proprio questo itinerario internazionale, che deve il suo nome all’incontro tra le parole Querini e Serenissima, è stato al centro dell’ultima giornata di apertura del padiglione della Regione Veneto, appuntamento che ha offerto l’occasione di presentarsi al di fuori dei confini regionali.

La Via Querinissima, vale a dire il percorso tra i sedici paesi toccati dal navigatore veneziano Pietro Querini nel viaggio-naufragio del 1431, viene anche ricordato per l’introduzione dello stoccafisso nella gastronomia veneta e italiana e punta ad essere annoverata tra le Cultural route europee.

La Confraternita del Bacalà alla Vicentina, un sodalizio nato nel 1987, è stata invitata all’Expo dal presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti e, a Milano, ha portato un evento suggestivo e tanto baccalà da assaggiare. La sfilata delle magistrature veneziane e gli sbandieratori di Marostica hanno introdotto uno spettacolo, ospitato dal Padiglione Italia, sull’epopea del Querini. In chiusura, poi, i visitatori dell’esposizione universale, presenti nei paraggi, hanno potuto assaggiare il piatto tipico della gastronomia vicentina.

“Per noi è stata un’occasione di grande visibilità – commenta il presidente della Confraternita, Luciano Righi, – in linea con quello che l’esposizione ha rappresentato, vale a dire una vetrina sul mondo. Se l’Expo ha funzionato bene come promozione dei vari Paesi, meno bene, invece, è andata dal punto di vista del dibattito culturale su un tema importante come quello della nutrizione del pianeta, per il quale si poteva fare di più, dato che non si è andati oltre la firma della Carta di Milano”.

A parte queste annotazioni, però, si può affermare che Expo abbia centrato molti altri obiettivi. “La grande affluenza registrata – conclude Righi – anche se principalmente nazionale, dimostra un successo forse insperato se pensiamo alle premesse dell’esordio. Credo che alla vigilia della chiusura di Expo 2015 non si possa che celebrare un evento che ha portato il tema del cibo in primo piano nelle famiglie, nelle scuole, nelle istituzioni”.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Back to top button