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Emotrasfusi, Coletto: “E’ lo Stato a non pagare”

“Sulla vicenda degli indennizzi alle persone emotrasfuse bisogna essere chiari e onesti, perché non vanno prese in giro, come purtroppo ho visto fare da alcuni esponenti politici che non riescono ad esimersi dal cavalcare persino le disgrazie per attaccare la Regione. Quegli indennizzi sono a carico dello Stato, che non versa più un euro dal 2012”. Sono parole dell’assessore regionale alla sanità del Veneto, Luca Coletto, che interviene sulla questione dopo che, un po’ a macchia di leopardo riguardo a singoli casi, la Regione è stata accusata di avere i soldi per pagare gli indennizzi e di non volerli trasferire ai beneficiari.

Luca Coletto
Luca Coletto

“La verità – continua Coletto  – è che, dal 2012, lo Stato ha interrotto ogni trasferimento economico alle Regioni per il pagamento di questi indennizzi, di sua competenza sulla base della legge 210 del lontano 1992. Inoltre le note formali da parte della Conferenza delle Regioni (ben sei a partire dal 2 marzo 2012) con le quali si sollecitava il trasferimento delle somme dovute per poterle girare ai pazienti residenti nelle varie Regioni hanno avuto il silenzio, come risposta, da parte dei Ministeri competenti. Alla luce di questa perdurante inadempienza, la Regione del Veneto aveva deciso, per motivi di solidarietà assistenziale, di corrispondere comunque, con proprie anticipazioni, gli importi degli anni 2012, 2013 e 2014, utilizzando il Fondo sanitario regionale. Nonostante la situazione temporanea e i motivi solidaristici, le anticipazioni del Veneto sono state segnalate come improprie dal Tavolo degli adempimenti sulla spesa sanitaria presso il Ministero dell’economia e delle finanze, che ha ribadito che questo tipo di spesa non può essere coperto con il Fondo sanitario.

“Il Veneto è stato quindi costretto – continua l’assessore – a sospendere le anticipazioni a partire dall’annualità 2015. Per tutto il 2014 le Regioni hanno combattuto senza successo con lo Stato per affermare la necessità di riprendere il finanziamento della legge 210/1992. L’unico risultato è stato uno stanziamento per il Veneto di poco più di  8,5 milioni di euro, che utilizzeremo a breve, vincolato però al 50% al recupero delle somme anticipate indebitamente (secondo il Mef) usando il Fondo sanitario regionale nel triennio 2012-2014, e per il restante 50% al pagamento degli arretrati della rivalutazione dell’indennità integrativa, cancellata dalla legge nazionale 30 luglio 2010 nr. 12, e reintrodotta a seguito di un pronunciamento di incostituzionalità da parte della Consulta (sentenza nr. 293 del 2011)”.

“Il Mef – conclude Coletto – ci ha quindi detto che non possiamo usare il Fondo sanitario per anticipare a nome dello Stato questi indennizzi e i tagli Governativi hanno ridotto quasi a zero la parte di spesa libera 2016 del bilancio della Regione Veneto. La legge di stabilità nazionale 2016 non prevede alcun finanziamento per la legge 210/1992. Su questo fronte ci hanno quindi ridotto alla totale impotenza. Piuttosto che attaccare la Regione consiglierei ai censori del centrosinistra veneto, a cominciare dall’onorevole Puppato, di utilizzare le energie per convincere il loro governo a riparare a questa vera e propria vergogna”.

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