martedì , 27 Aprile 2021

Dodici Comuni dell’Ovest Vicentino escono dall’Anci

Montecchio Maggiore e altri undici comuni dell’ovest vicentino hanno deciso di uscire dall’Anci, ovvero l’Associazione nazionale dei comuni italiani, guidata dal sindaco di Torino Piero Fassino. Oltre a Montecchio, hanno scelto lo strappo i comuni di  Arzignano, San Pietro Mussolino, Brendola, Trissino, Grancona, Castelgomberto, Montebello Vicentino, Lonigo, Creazzo, Nogarole Vicentino e Gambellara. La decisione segue analoghe prese di posizione assunte in precedenza dai comuni di Crespadoro e di Altissimo. Dal primo gennaio 2016 gli enti citati non faranno dunque più parte dell’Anci.

“Le decisione di Montecchio Maggiore – spiega una nota dell’amministrazione comunale castellana – è supportata da una delibera di giunta approvata ieri, nella quale, interpretando un sentimento ormai avvertito e condiviso dalla maggior parte delle autonomie locali dell’ovest vicentino, si esprimono forti critiche sull’operato dell’associazione dei comuni”.

“L’attività dell’Anci svolta nei confronti del governo e degli altri organi dello Stato – si legge nella delibera – non sempre si è mostrata all’altezza del compito della difesa delle ragioni delle realtà comunali nel proporre provvedimenti a favore dei comuni o nell’ostacolare prese di posizioni contrarie ai principi di autonomia sociale, finanziaria e organizzativa delle comunità locali (Patto di stabilità, investimenti, autonomia tributaria). Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio atteggiamento di sudditanza psicologica per non dire ‘gerarchica’ dell’Anci nei confronti dell’attuale governo, così da interessarsi, ad esempio, maggiormente delle problematiche delle metropoli, tralasciando le problematiche degli altri enti di media e piccola grandezza”.

“In virtù di queste considerazioni – ha aggiunto il sindaco di Montecchio Maggiore, Milena Cecchetto, – non avvertiamo più quel senso di appartenenza rappresentativa dell’Anci, tale da giustificare la nostra permanenza all’interno dell’associazione, che non fa più gli interessi delle comunità locali ma ha ormai assunto una posizione statalista e centralista”.

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