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Coop Mirror, Cub e M5S: “Chi doveva controllare?”

Torna d’attualità a Vicenza la delicata questione dell’appalto per le pulizie nella sede comunale, affidate alla cooperativa Mirror, i cui lavoratori per altro protestano da tempo perchè non hanno ricevuto gli ultimi stipendi. L’aspetto venuto alla luce in questi giorni riguarda la difficile situazione economica della Mirror, in particolare un forte debito con l’Inps per contributi non versati. Si parla di 217 mila euro. Particolarmente attenti sul tema sono sopprattutto il sindacato autonomo Cub, che porta anche avanti la battaglia dei lavoratori della Mirror, e il Movimento 5 Stelle di Vicenza.

Chi doveva controllare? Se lo chiede innanzitutto la Cub, riferendosi a quella che definisce la “voragine contributiva” della cooperativa e al Comune di Vicenza come ente appaltante. La Cub ha anche presentato un esposto al sindaco e al segretario generale del Comune di Vicenza, e per conoscenza al prefetto. “Qualche dubbio – scrive in una nota la responsabile Cub di Vicenza, Maria Teresa Turetta – c’era già venuto l’8 settembre scorso, all’indomani della protesta delle lavoratrici dell’appalto sotto Palazzo Trissino, quando l’assessore al bilancio Cavalieri dichiarava pubblicamente che il Comune aveva già pagato agli enti previdenziali, per conto della Mirror, 140 mila euro di debiti contributivi e che, se restava qualche briciola, avrebbe saldato anche le retribuzioni delle dipendenti che stavano in quel momento protestando”.

“Tutto normale? Non proprio a quanto pare – continua la Turetta -, visto che la stazione appaltante, in questo caso il Comune di Vicenza, per legge, ha l’obbligo di verificare la regolarità del Durc della ditta appaltatrice ogni 120 giorni. Ed è altrettanto evidente che la coop Mirror non possa avere accumulato un debito così alto nei confronti dell’Inps solo in questi ultimi mesi, visto che non ci risulta fosse aggiudicataria di altri appalti o servizi. È realistico pensare che, visto l’elevato ammontare della somma dovuta, sia stato omesso il controllo”.

“Ora – conclude la sindacalista -, il sindaco Variati, che a settembre ha definito la protesta delle lavoratrici una gazzarra inutile, ha il dovere di verificare se all’interno del Comune di Vicenza qualcosa sia sfuggito e perché questo appalto sia stato in più occasioni prorogato e ampliato, invece di revocarlo, visto che la Mirror fin da subito aveva creato difficoltà e ritardi nei pagamenti delle retribuzioni dei dipendenti. Questo sistema ha danneggiato i lavoratori che vi erano impiegati e che ora avanzano mediamente 5 mila euro ciascuno di retribuzioni mai pagate: si tratta di soldi che, per famiglie abituate a campare con 500 euro al mese, sono vitali”.

Su una lunghezza d’onda del tutto analoga è anche il Movimento 5 Stelle, il cui consigliere comunale di Vicenza, Daniele Ferrarin ha seguito la vicenda ed ora lamenta un atteggiamento ostruzionistico da parte del Comune.

“Il 26 settembre – denuncia Ferrarin – abbiamo chiesto l’accesso agli atti riguardanti l’appalto affidato alla cooperativa Mirror, ovvero tutte le determine dirigenziali, i provvedimenti di liquidazione, le fatture emesse dalla Mirror, i Durc, le eventuali contestazioni mosse alla coop da parte dell’amministrazione. La richiesta era fatta per verificare se l’ente appaltante avesse vigilato sul corretto comportamento della ditta appaltatrice, come prevede la legge. Ad oggi, dopo un mese dalla nostra richiesta, nonostante vari solleciti, la documentazione non ci è ancora stata consegnata. Cosa si cela dietro questi silenzi ed omissioni? Il sindaco Variati ne sa qualcosa? Nei prossimi giorni ci recheremo direttamente negli uffici comunali e non usciremo finché tutta la documentazione non ci sarà consegnata. Sarà nostro scrupolo controllare se i durc della coop. Mirror sono stati regolarmente verificati dall’amministrazione oppure no, e perché questo appalto sia stato più volte ampliato e prorogato”.

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