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Ciclisti nel traffico, una presenza da regolamentare

Egregio direttore,

premetto che sono uno dei tanti cicloamatori che spesso fanno arrabbiare gli automobilisti sulle strade della nostra provincia e non solo (e di questo mi dispiace). Ma non è questo il motivo per il quale scrivo. La ragione, penso molto più grave, è la seguente: io percorro in auto tutte le mattine, per recarmi al lavoro, la strada che da Brendola, ove io risiedo, arriva a Vicenza, in Viale della Pace, dove lavoro. Quindi attraverso letteralmente la città da ovest ad est, Via del Melaro-Altavilla, Viale della Scienza, Viale Sant’Agostino, Piazzale X Giugno, Via Martiri delle Foibe e appunto Viale della Pace.

Parto solitamente alle 7 e, in questo periodo, e così sarà per i prossimi 4 o 5 mesi, a quell’ora è buio e con l’inverno la visibilità è molto precaria. Nei venti minuti che mi occorrono per arrivare a destinazione, sicuramente incontro e supero circa una ventina ciclisti di ogni “ordine, categoria e razza” che regolarmente procedono senza il minimo ausilio di visibilità, come un giubbino ad alta visibilità e faretti segnalatori della loro presenza (obbligatori per legge).

Mi auguro di sbagliarmi, ma prima o poi qualcosa di irreparabile succederà: il traffico è sempre più frenetico e tutti vogliamo arrivare a destinazione il prima possibile e, spesso, si parte da casa all’ultimo momento. Penso che i comandi di vigilanza dovrebbero almeno in questo periodo, al mattino, predisporre lungo le strade dei controlli, e procedere a richiamare se non a sanzionare questi comportamenti, di modo che non si tiri in ballo la fatalità o chissa quale altra scusa quando si dovrà esercitare il rito di rilevamento dell’ennesimo decesso sulle strade.

Luciano Lorenzi

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