martedì , 27 Aprile 2021

Carcere San Pio X, dopo i vermi ecco gli scarafaggi

Beh, adesso sembra davvero troppo, non esiste che dei lavoratori siano trattati così. Non esiste che in una mensa dove mangiano i dipendenti di una struttura per altro pubblica si possa trovare nel piatto uno scarafaggio. E per di più è la seconda volta in pochissimo tempo, dopo i vermi trovati nel piatto la settimana scorsa. I lavoratori di cui parliamo, come molti avranno capito, sono gli agenti di custodia, o comunque il personale, della Casa circondariale San Pio X di Vicenza, che naturalmente non ci stanno e denunciano il degrado in cui sono costretti a lavorare.

Durissimo è anche il sindacato della Cgil Funzione pubblica che, come aveva già fatto una settimana fa, interviene con Giampietro Pegoraro e Agostino Di Maria, rispettivamente nelle segreterie regionale e provinciale, che promettono che questa volta si passerà ai fatti e potrebbero anche partire le denuncie.

“Pochi giorni sono trascorsi – scrivono i due sindacalisti in una nota – dall’ultimo caso increscioso presso la mensa del carcere. Nonostante la nostra segnalazione, alla quale sono seguite le ispezioni dell’ufficio sanitario dell’Ulss 6, oggi c’è stato un nuovo episodio, a seguito del quale il direttore della Casa circondariale ha disposto la chiusura della mensa. La Funzione pubblica Cgil ha chiesto immediatamente un incontro al provveditorato, ed invierà una richiesta di ispezione al San Pio X per il giorno 9 novembre. Nel frattempo chiediamo al direttore di predisporre ed assegnare ai dipendenti un buono pasto da consumarsi all’esterno”.

“Ci preme ricordare – continuano – che anche la situazione organica del personale civile amministrativo si trova in carenza del 50%, in particolare nell’area giuridico pedagogica che, a fronte di una popolazione carceraria di circa 250 soggetti, con capienza della Casa Circondariale di 136 unità, è insufficiente per quanto previsto dalle norme. L’area pedagogica svolge la sua attività professionale per i detenuti, la polizia penitenziaria e la magistratura di sorveglianza, ed è quindi necessario integrare i tre funzionari oggi in servizio con almeno altre sei unità, anche in considerazione della imminente apertura del nuovo padiglione, che avrà una capienza di ulteriori 200 detenuti. Ribadiamo e riteniamo indispensabile un intervento fattivo per ripristinare le condizioni igienico sanitarie di tutta la Casa circondariale”.

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