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Sanità, anche alla Ulss 4 c’è carenza di organico

Si è parlato a più riprese nelle scorse settimane della situazione di carenza di organico in cui si trova la Ulss 6 di Vicenza. Infermieri, medici e operatori sanitari sono costretti a turni di lavoro spesso massacranti e, per altro, non in linea con le normative europee. C’è del resto una situazione che paradossalmente costringe al non rispetto delle regole comunitarie sul riposo dei lavoratori, perchè se queste regole venissero davvero applicate, ad esempio all’ospadale San Bortolo, i problemi si farebbero pesanti e la qualità del servizio erogato crollerebbe. Per i sindacati l’unico modo di risolvere il problema e procedere ad un adeguato numero di nuove assunzioni. C’è stato anche un botta e risposta, tra il presidente della Regione, Luca Zaia, ed i sindacati, su tutto questo…

Ma la Ulss 6 non è la sola, nella nostra provincia, a far fronte a questa emergenza. Alla Ulss 4 sembra che la situazione sia più o meno la stessa… “Le Rappresentanze sindacali unitarie della Ulss 4 Alto Vicentino – si legge infatti in una nota diffusa in proposito da Funzione pubblica Cgil – esprimono preoccupazione e denunciano ancora una volta una situazione di grave carenza di personale (infermieri, operatori socio-sanitari, ostetriche, tecnici etc.). Fino ad oggi il personale ha sempre garantito l’assistenza ai pazienti rinunciando spesso a ferie, riposi e accumulando un elevato numero di ore straordinarie, fronteggiando una carenza di personale più volte denunciata da queste Rsu. Con l’applicazione obbligatoria della nuova turnistica europea, la situazione per il personale di assistenza rischia di esplodere con gravi ripercussioni per la salute e la sicurezza dei cittadini”.

Insomma, nella sanità dell’Alto Vicentino sembrano esserci gli stessi problemi che affliggono la Ulss di Vicenza “Nonostante le nostre continue richieste di assunzione di personale – continua il sindacato -, le risposte date nel tempo dall’amministrazione non sono state sufficienti a sanare le attuali carenze di organico. In vista dell’imminente applicazione della nuova turnistica conforme alla normativa europea (che garantisce diritti minimi come lo stacco di 11 ore tra due turni di lavoro, un riposo settimanale e un monte orario medio non superiore alle 48 ore settimanali), l’amministrazione non solo non ha dato risposte chiare sui passi che intende compiere, ma non si è presentata ad un incontro programmato da oltre un mese”.

“In assenza di un confronto – conclude Fp Cgil -, chiediamo che la direzione della Ulss 4 e la Regione Veneto garantiscano l’assunzione del personale necessario all’applicazione della normativa europea per garantire livelli di assistenza e sicurezza adeguati, sia per i pazienti che per i lavoratori. E pertanto le Rsu hanno deciso di indire lo stato di agitazione del personale del comparto”.

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