Vicenza, accusa africano di furto ma è una bugia

Una vicenda singolare quella che ha come protagonisti un ivoriano e una studentessa vicentina. L’uomo, un 29enne, in Italia dal 2007, lavoratore, regolare, ha rischiato di passare dei guai a causa di una bugia, non proprio piccola, della ragazza, una 22enne con precedenti, ora indagata per calunnia. La storia inizia a marzo, quando un militare americano, mentre stava parcheggiando l’auto, ha urtato una bicicletta provocando ingenti danni. La bici apparteneva al 29enne e l’americano, per sdebitarsi, si è offerto di comprargliene una nuova. Così, insieme all’ivoriano, è andato in un negozio, il Decathlon, a Torri di Quartesolo, e gli ha comprato una bicicletta facendo apportare delle modifiche ai pedali, come richiesto dal giovane.

Fin qui nulla di strano, ma a luglio entra nella storia la studentessa. La ragazza ha telefonato al 113, riferendo di aver visto la sua bicicletta in viale Milano e affermando che le era stata rubata in via XX settembre qualche giorno prima, ma non aveva sporto denuncia. Gli agenti delle volanti hanno quindi fermato l’uomo in possesso del mezzo e lo hanno denunciato per ricettazione. Qualcosa però non quadrava ai poliziotti: lo straniero continuava a ripetere che la bici era sua raccontando l’episodio dell’incidente avvenuto al parcheggio e del risarcimento dell’americano. La giovane, dal canto suo, continuava dire che la bici era sua. L’ivoriano però, convinto di essere dalla parte della ragione, ha contattato il militare americano il quale, insieme a un italiano presente il giorno dell’incidente, si è presentato in Questura mostrando lo scontrino dell’acquisto.

A quel punto i sospetti degli agenti si sono concentrati sulla ragazza. Sentita nuovamente, la giovane ha detto che la bici le era stata regalata in occasione dell’anniversario di fidanzamento e acquistata al centro commerciale Palladio. Inoltre ha aggiunto che al mezzo erano state apportate modifiche dal negozio Ciscato. Peccato però che al Palladio quella specifica marca di bicicletta non viene venduta, anzi, il commesso dice che quel modello si trova nei negozi Decathlon. I poliziotti allora hanno prima sentito Ciscato, che ha confermato di non aver mai apportato modifiche a quel mezzo, e poi i commessi della Decathlon che hanno ricordato l’acquisto dell’americano. Il mistero è stato così risolto: a carico dell’uomo non pende più la denuncia e ha potuto riavere la sua bicicletta, mentre la 22enne è accusata di calunnia.

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