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Piazza Castello, nel centro storico di Vicenza
Piazza Castello, nel centro storico di Vicenza

Vicenza, perseguita i vicini e li minaccia

Minacce verbali, anche di morte, agguati e rumori notturni. Questo e molto altro hanno dovuto subire, per mesi, i condomini di un palazzo in centro a Vicenza da parte di un uomo di 53 anni, vicentino, anche lui residente in quel condominio. Alla fine, esasperati, hanno deciso di rivolgersi alla Polizia. E così, rendere la vita impossibile agli altri, è costata all’uomo il divieto di qualsiasi forma di contatto fisico e verbale con le parti offese.

Tutto inizia a giugno di quest’anno, quando la Squadra Mobile del vicequestore Corazzini fa partire le indagini dopo aver raccolto la testimonianza di quattro persone. I condomini che si sono presentati negli uffici di viale Mazzini hanno descritto tutte le angherie subite dal 53enne, tutte per futili motivi, come per esempio liti per le aree comuni del palazzo che a dire dell’indagato non erano utilizzate nel modo corretto: le auto venivano parcheggiate male e lui non riusciva ad uscire col suo suv, oppure, sempre a suo dire, gli spazi comuni erano occupati in modo abusivo.

La situazione ha preso una piega sbagliata quando l’uomo ha iniziato ad appendere delle lettere minatorie sulle porte degli inquilini, ma non solo. Attendeva il rientro dei vicini nel sottoscala per aggredirli verbalmente, insultarli e bestemmiare. Nemmeno la notte si poteva stare tranquilli poiché faceva rumori molesti con l’intento di non far dormire nessuno. I diverbi si consumavano il più delle volte nel parcheggio del condominio tanto da spingere alcuni residenti a parcheggiare l’auto nelle strisce blu, a pagamento, per non dover più incontrare il vicino e discutere. Esasperati i condomini hanno deciso di installare delle telecamere, subito distrutte dall’uomo. Per timore di trovarsi faccia a faccia con il persecutore alcuni di loro hanno cambiato le proprie abitudini.

Il vicentino ha dato il meglio di sé, si fa per dire, al termine dei lavori all’ingresso del parcheggio, ai quali non ha voluto contribuire economicamente (e da anni risulta non pagare le spese condominiali) tanto da spingere i condomini a non consegnargli le chiavi del portone e a scrivere una lettera per la sua morosità. A quel punto le minacce sono aumentate: l’uomo ha iniziato a prendere a calci le porte, urlare e minacciare tutti, anche di morte.

E qui entrano in gioco gli agenti della Squadra Mobile che hanno eseguito, a carico del 53enne, una misura cautelare. Ora, come stabilito dal pubblico ministero, non potrà più rivolgere la parola ai condomini. Le vittime sono a conoscenza della misura applicata.

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