sabato , 19 Giugno 2021
La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza
La Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati, a Vicenza

Vicenza, Palazzo Chiericati ritrova l’ala novecentesca

Comincia a prendere forma l’ala novecentesca di Palazzo Chiericati, a Vicenza. Ormai giunti alla fase conclusiva dei lavori edili, anche l’allestimento procede ed a poco a poco vanno a comporsi i tasselli che daranno vita a un museo di nuova generazione, la cui crescita sarà affidata innanzitutto al direttore scientifico, Giovanni Carlo Federico Villa, mentre alll’architetto Emilio Alberti e al professor Mauro Zocchetta andrà la direzione tecnica e il progetto esecutivo dell’allestimento, come stabilito dalla convenzione stipulata a luglio tra Comune di Vicenza e Fondazione “Giuseppe Roi”.

Jacopo Bulgarini d'Elci
Jacopo Bulgarini d’Elci

“Grazie al completamento degli investimenti strutturali – ha sottolineato Jacopo Buolgarini dìElci, vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza -, Palazzo Chiericati aspira a fare un salto di qualità, nella sua veste non solo di splendida Pinacoteca civica, ma anche di polo culturale vero e proprio, in grado di ospitare eventi espositivi, attività di laboratorio, didattica, presentazioni di libri, performance. Come amministrazione, vogliamo porre le condizioni per una crescita stabile del nostro patrimonio storico artistico. Per attrarre visitatori dobbiamo rafforzare e investire sugli attrattori strutturali, come appunto è il museo, con azioni e scelte che valorizzino l’identità culturale vicentina. Oggi ci sono le condizioni per progettare una nuova offerta culturale, potendosi avvalere anche della professionalità e dell’esperienza del professor Villa. Una prospettiva necessaria se vogliamo ampliare obiettivi e orizzonti verso azioni culturalmente e turisticamente rilevanti, di livello nazionale e internazionale”.

Giovanni Carlo Federico Villa
Giovanni Carlo F. Villa

Dopo la ristrutturazione e il riallestimento dell’ala palladiana di Palazzo Chiericati, lavori terminati nel dicembre 2013, si è proseguito con il secondo stralcio dell’intervento, appunto quello sulla parte novecentesca del palazzo, iniziativa cofinanziata con il Fondo europeo di sviluppo regionale “Interventi di valorizzazione del patrimonio culturale”. In linea con il progetto museografico generale, approvato dalla Soprintendenza alle belle arti e al paesaggio, adeguato alle odierne normative tecniche richieste per gli ambiti museali, il nuovo allestimento dell’ala novecentesca, per il quale sono già previsti a bilancio 250 mila euro, consentirà da un lato una migliore utilizzazione degli spazi, con una complessiva riorganizzazione dei percorsi, e dall’altro una valorizzazione delle opere, grazie a un organico piano espositivo rispondente a un criterio cronologico, ma anche a un riordino per temi di carattere monografico.

“Dopo il riallestimento e recupero di Palazzo Chiericati nella sua integrità, si pone ora il primo tassello per la restituzione del Museo Civico alla città e al pubblico – ha sottolineato anche Villa -. La più importante collezione museale veneta di terraferma troverà nel nuovo edificio gli spazi per raccontare la grande arte dal Trecento al pieno Cinquecento, dai capolavori di Paolo Veneziano e Hans Memling alle tele di Tintoretto, Veronese e Bassano. Intrecciando con essi un dialogo in cui la scuola vicentina emerge per la sua qualità altissima. Ecco allora la scoperta del paesaggio e il nuovo linguaggio di Bartolomeo Montagna e della sua bottega, in un allestimento che finalmente restituirà la suggestione della chiesa di San Bartolomeo, ora parte dell’Ospedale Civile ma a fine Quattrocento vera e propria Cappella Sistina di Vicenza, sancta sactorum di un’arte senza confini. Fino alla contestualizzazione dei grandi lunettoni civici di Maffei e Carpioni, porta sulla città e riflessione iniziale sul farsi civico di Vicenza.”

Il riordino espositivo, in particolare, consentirà di allestire a piano terra una sala dedicata alla città di Vicenza, dove troveranno collocazione i lunettoni, provenienti dal palazzo del Podestà, raffiguranti i “rettori” di Vicenza, restituendo così al ciclo pittorico la sua unitarietà e la straordinaria valenza figurativa e storica, in quanto testimonianza delle vicende della società vicentina cinquecentesca, con momenti particolarmente emblematici come il quadro di Francesco Maffei raffigurante S. Vincenzo con stendardo, recante nelle mani il modello della città. Conseguentemente il salone al piano nobile, liberato dai lunettoni, tornerà ad assumere l’aspetto di quadreria di palazzo.

Altro elemento altamente qualificante del riordino espositivo, sarà la realizzazione al primo piano di un grande vano che ospiterà la ricostruzione della chiesa di S. Bartolomeo, demolita nell’Ottocento, riunendo così in un unico spazio le superbe pale d’altare appartenute alla chiesa e attualmente conservate in più sale e nelle diverse ali del museo: si tratta di autentici capolavori realizzati da maestri diversi, tra cui spicca la figura di Bartolomeo Montagna, iniziatore e magistrale interprete del Rinascimento vicentino. Sempre al primo piano troveranno collocazione altri capolavori come l’opera firmata da Paolo Veneziano “Dormitio Virginis” o la Crocifissione del Memling (pannello centrale di un trittico ora smembrato).

L’ala novecentesca accoglierà anche, al primo e secondo piano, una sezione medievale e quattrocentesca, con opere pittoriche del tredicesimo, quattordicesimo e quindicesimo secolo. Tra le sale che colpiranno di più il visitatore, come dicevamo, ci sarà quella dedicata ai maestri della pittura veneta: Jacopo Bassano, Jacopo Robusti detto Tintoretto, Paolo Caliari detto Veronese, Giovanni Antonio Fasolo, rappresentanti dei più diversi e innovativi linguaggi del Manierismo veneto.

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