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Tav, primi ripensamenti del Comune di Vicenza?

Abbiamo letto in questi giorni le dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, riguardanti la Tav. Il sindaco dice che il il Comune ha “inviato una domanda scritta a Reti ferroviarie italiane con la richiesta di una comparazione oggettiva e misurabile sui possibili sviluppi del progetto. Devono confrontare – continua  Variati -, fornendo i pro e contro, la soluzione Stazione in Fiera con quella Stazione in Viale Roma. Ma non solo, voglio un paragone anche tra l’ipotesi di stazione a Borgo Berga e quella in Viale Roma. Mi devono dimostrare qual è la soluzione migliore, con dati oggettivi e confrontabili. Dovranno eseguire un’analisi. Voglio numeri, sapere cosa accadrebbe in un caso e cosa accadrebbe nell’altro”.

Liliana Zaltron
Liliana Zaltron

Ora il sindaco vuole le cifre, le comparazioni e i dati oggettivi. E prima? Qualunque cosa andava bene a dicembre dello scorso anno, anche il tunnel sotto Monte Berico. Comunque ci fa piacere apprendere che ora il sindaco vuole i dati. Noi i dati li stiamo chiedendo da tantissimo tempo e non abbiamo ricevuto nulla. Ma non ci accontentiamo dei dati relativi alla stazione in Fiera piuttosto che in Viale Roma, noi vogliamo i dati su tutto il passaggio dell’opera sul territorio di Vicenza.

Riproponiamo quindi al sindaco le richieste avanzate in diverse occasioni e rimaste inevase. Abbiamo chiesto: l’analisi costi/benefici; l’analisi del bacino d’utenza ferroviario (e non geografico) che giustifica la Tav/Tac; l’analisi delle possibili alternative; la documentazione contabile da cui risultano gli stanziamenti Ricordiamo al sindaco che stiamo ancora aspettando. E poi ancora Variati dichiara che una volta arrivati i dati “sarà scelto in maniera condivisa il progetto migliore”. Cosa vuol dire per il sindaco “in maniera condivisa”? Condivisione stile “Questionario Delphy”? Ovvero con carattere selettivo dei partecipanti, con un sistema di domande precostituito, con l’unico intento di costruire in modo tutt’altro che democratico il consenso attorno all’opera in questione?

Per un opera di questa portata che sconvolgerà l’attuale assetto della nostra città, per la cui realizzazione si spenderanno miliardi di euro, si abbatteranno case, e che devasterà il territorio e ridurrà Vicenza ad un cantiere per parecchi anni senza dare risposte ai pendolari che quotidianamente si spostano per lavoro o per studio, è necessario e doveroso un approfondimento serio e democratico, con il coinvolgimento di tutta la cittadinanza.  Altrettanto doverosa è la riflessione sull’uso della capacità residua di 101 treni sulla tratta Vr-Pd (fonte Rfi). Si è già perso troppo tempo.

Liliana Zaltron – Movimento 5 Stelle Vicenza

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