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Angelica Liddell
Angelica Liddell

Spettacolo all’Olimpico, ecco la posizione della Curia

Si torna a parlare a Vicenza, dopo qualche giorno di silenzio speriamo dedicato alla riflessione, del contestato spettacolo di apertura della Stagione dei classici al Teatro Olimpico, il 18 e 19 settembre. Come molti sapranno è l’ultimo lavoro della regista spagnola Angelica Liddell, titolo “prima lettera ai Corinzi”, una rappresentazione intimista e forte, certamente provocatoria, come è del resto nello stile della Liddell. La polemica era stata innescata da una intervista rilasciata dalla regista a Repubblica.it, ed in particolare dal fatto che durante la rappresentazione si rievoca un atto di masturbazione femminile avvicinato ad un crocefisso.

Beniamino Pizziol
Beniamino Pizziol

La levata di scudi era stata immediata, soprattutto, dobbiamo aggiungere, da esponenti politici in cerca di voti e di nuovo consenso, della Lega Nord e della destra, soprattutto quella estrema ma anche qualcuno dell’ambito moderato. Sembra siano stati numerosi anche i cattolici che si sono rivolti alla diocesi, per saperne di più, o per esprimere la preoccupazione di vedere offesa la loro fede. Questi sono stati casi diversi, di una preoccupazione autentica e non interessata, in modo per altro anche un po’ peloso. E proprio a favore di questi cattolici è arrivata oggi l’attesa presa di posizione della curia sulla questione.

Le parole del Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, sono state improntate al buon senso e alla conciliazione, pur nella ferma richiesta che vi sia rispetto nei confronti del sentire cattolico. Per il presule, “se lo spettacolo, come sostengono alcuni, dovesse risultare effettivamente blasfemo e offensivo nei riguardi della religione cristiana, venendo meno a quel senso di laicità che sa tenere in considerazione, nella proposta di eventi pubblici, tutti i soggetti e le sensibilità che compongono la società civile (comprese dunque le comunità cattoliche presenti nel territorio), è evidente che gli organizzatori dovranno responsabilmente trarne tutte le conseguenze”. Se invece “la rappresentazione teatrale – continua il Vescovo – non dovesse corrispondere a quanto annunciato da alcuni interventi nei media, accompagnati da polemiche, reciproche accuse e tentativi di creare divisioni nella comunità civile ed ecclesiale, altri dovranno trarre le conseguenze da questa vicenda”.

In altre parole, l’alto prelato suggerisce di aspettare per sapere veramente come è lo spettacolo, che fino ad ora è andato in scena solo a Berlino. Aspettare di sapere di cosa si sta parlando insomma, prima di dare un giudizio. Una posizione che è stata definita “equilibrata ed apprezzabile” dal sindaco di Vicenza, Achille Variati, oggi a Roma per impegni istituzionali. “Con saggezza e prudenza – ha detto Variati –, il vescovo ha valutato le varie posizioni e si è espresso con parole improntate al dialogo e al rispetto, mettendo al centro del suo discorso la libertà, che non deve essere indirizzata da costrutti ideologici per non diventare una scatola vuota. Sono inoltre felice che al vescovo siano state fornite le stesse rassicurazioni che ho ricevuto io nei giorni scorsi: nessuna volontà di offendere simboli religiosi nello spettacolo, ma un’opera che indaga, con toni certamente molto forti ma mai dissacranti, la religiosità intesa come spiritualità al di sopra del materialismo”.

“Mi sembra un giudizio sobrio e meditato – ha detto anche il vicesindaco, Jacopo Bulgarini d’Elci, – che mostra una grande distanza dai tanti, troppi, che si sono espressi sull’opera a sproposito negli ultimi giorni, arrivando a chiedere una censura preventiva basata su mistificazioni volute. Invito tutti coloro che hanno cercato di gettare benzina sul fuoco e di strumentalizzare la vicenda per tornaconto politico a leggere le parole del vescovo e mi auguro che chi ha alimentato le polemiche degli ultimi giorni abbia il coraggio di venire in teatro e poi assumersi le proprie responsabilità”.

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