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Situazione fanghi, interviene Acque del Chiampo

I sindaci dei comuni soci di Acque del Chiampo prendono atto, grazie alla puntale relazione presentata ieri in assemblea dei soci di Acque del Chiampo dall’amministratore unico, Alberto Serafin, della reale situazione riguardante lo smaltimento dei fanghi prodotti dall’impianto di depurazione. Cos’era successo in definitiva? Ai primi di luglio la società Sogliano Ambiente, dove normalmente vengono conferiti parte dei fanghi prodotti dal depuratore, aveva comunicato alla partecipata arzignanese che un carico di fanghi inviato non superava, al test di cessione sull’eluato, il limite sul parametro cromo stabilito per poter conferire detti fanghi.

Sospeso immediatamente ogni conferimento in discarica (sia in quella di Sogliano, sia in quella di Arzignano gestita direttamente dalla società di via Ferraretta) Acque del Chiampo ha mantenuto all’interno del proprio sito i fanghi risultati non conformi ed ha immediatamente preso contatti con altri impianti, in Italia e all’estero, in cui fosse possibile smaltire i fanghi respinti da Sogliano Ambiente nonché tutti quelli che, a seguito delle verifiche condotte sui fanghi prodotti dall’inizio di luglio fino alla chiusura estiva di agosto, erano risultati con concentrazioni di cromo sull’eluato del test di cessione, superiore ai limiti stabiliti per il conferimento.

Nel frattempo tutte le autorità competenti (Regione, Provincia, Arpav, Arica e Consiglio di bacino) sono state informate della criticità ed in particolare con la Regione è in corso un confronto per definire l’iter autorizzativo che consenta di mantenere il fango non smaltibile in discarica all’interno dell’impianto di via Ferraretta per il tempo necessario per ottenere dalla Regione stessa, l’autorizzazione per la spedizione di detti rifiuti all’estero in impianti di trattamento termico, allo stato attuale unica destinazione possibile. A partire da fine luglio tuttavia, i fanghi prodotti dall’impianto per i quali le verifiche condotte hanno dimostrato valori di cromo entro i limiti di legge, hanno continuato e continuano tuttora ad essere conferiti a Sogliano e nella discarica di proprietà ad Arzignano.

“Al di là dell’horror che abbiamo letto su alcuni giornali – ha commentato il sindaco di Arzignano, Giorgio Gentilin, – la situazione è sotto controllo e il tema prioritario nell’agenda dei soci di Acque del Chiampo è e rimane la definizione della soluzione per il 2018, quando il contratto in essere con Sogliano scadrà e pertanto non sarà più possibile conferire in Romagna e allo stesso tempo i volumi residui nella discarica gestita da Acque del Chiampo ad Arzignano, saranno in via di esaurimento. Ne abbiamo preso atto tutti insieme da tempo, ma abbiamo intrapreso un percorso condiviso che ci porterà fare scelte precise. Trattandosi della salute dei cittadini però, non possiamo fare scelte avventate né suggerite da gruppi di interesse che possano inquinare la priorità ad operare nell’interesse di tutti. Come per altri temi già affrontati in passato, stiamo dialogando con la Consulta degli utenti industriali, che è l’organismo di rappresentanza del mondo produttivo che interagisce con Acque del Chiampo e con loro, insieme ai primi cittadini dei comuni soci, troveremo la sintesi che definisca la scelta finale”.

“Oggi – ha concluso Gentilin – abbiamo fatto un passo avanti perché, nonostante le spinte esterne che si fanno sentire anche qui, l’assemblea dei sindaci ha affrontato con serietà e responsabilità il problema dello smaltimento dei fanghi ed ha condiviso il metodo, che significa dialogo tra i comuni soci e confronto serio con la Consulta degli utenti che, è bene ribadirlo, riveste un ruolo centrale in questo iter e costituisce l’unico tavolo di confronto di Acque del Chiampo con i propri utenti industriali”.

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