Si finge donna e ricatta le sue vittime in chat

Fingeva di essere donna, più precisamente Francesca, una ragazza di vent’anni, ma in realtà era un ragazzo di appena di 18 anni che usava quel trucco per agganciare sul web minorenni e non, per poi ricattarli. Il giovane, residente in provincia di Verona, è stato arrestato dai carabinieri di Vicenza con l’accusa di tentata estorsione aggravata. Fondamentale per risalire a lui è stata la collaborazione di una 16enne che dopo essere stata ricattata ha raccontato tutto ai genitori e sporto denuncia ai militari della stazione di Longare.

Tutto inizia a settembre quando la presunta Francesca contatta due ragazze minorenni della provincia di Vicenza nel sito chat roulette, con le quali inizia una conversazione virtuale. Dopo aver preso confidenza inizia a spogliarsi ma alle vittime mostra lo spogliarello di una ragazza preso da un sito porno, e per giustificare l’assenza di audio dice che il microfono non funziona e può soltanto scrivere, altrimenti sarebbe stato smascherato, e invita le giovani a fare lo stesso. Le ragazzine iniziano così a spogliarsi, poi vengono contattate su Facebook e qualche giorno dopo vengono invitate a ripetere lo spogliarello. Questa volta però le due vengono filmate e ventiquattro ore dopo vengono minacciate da Francesca: pubblico il tuo video sul tuo profilo Facebook, oppure ne creo uno col tuo nome e la tua foto. Se vuoi evitarlo devi fare sesso con un mio amico (in realtà sarebbe stato il 18enne), oppure fai delle ricariche telefoniche o mi dai 150 euro.

Una delle due 16enni, molto spaventata, domenica ha deciso di raccontare tutta la storia, prima ai suoi genitori e poi ai carabinieri, che hanno subito avviato le indagini. La giovane ha detto a Francesca di accettare di avere un rapporto col suo amico e di incontrasi al centro commerciale “Le Piramidi”. L’incontro è così avvenuto ieri pomeriggio. Tra i due giovani c’è stato un primo approccio, poi la ragazza ha detto di aver cambiato idea, così il ragazzo le ha detto di volere una ricarica telefonica. Lei si allontana, come previsto dal piano, e vicino al 18enne arrivano i carabinieri di Vicenza e Longare che lo portano in caserma. Il giovane ha collaborato fin da subito e sono emersi molti particolari della vicenda, che sarebbe appena iniziata a Vicenza, ma che in altre zone, come Lombardia, Emilia Romagna e altre province venete,  andrebbe avanti da almeno un anno.

Il metodo usato per contattare e ricattare le persone era lo stesso: usava prima chat roulette, poi Sype, Facebook e Whatsapp. Sembra che tra le vittime del 18enne ci siano anche una 60enne e un 20enne, ma anche minorenni con le quali potrebbe aver avuto rapporti. Queste sono soltanto ipotesi visto che le indagini dei carabinieri proseguono. Intanto i militari dell’Arma hanno sequestrato, a casa del ragazzo, i computer, vari supporti magnetici e il cellulare. Il 18enne si trova in carcere a Vicenza.

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