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BpVi, Asso-consum: “Oltre al danno, la beffa”

Dura presa di posizione della associazione di consumatori Asso-consum sulla vicenda che, in questi giorni,  ha fatto balzare alla ribalta delle cronache nazionali la Banca Popolare di Vicenza. Asso- consum,  che ha circa tremila iscritti nella provincia di Vicenza, rende noto infatti di aver inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Vicenza affinché “faccia luce e dia spiegazioni riguardo il ritardo nella comunicazione della situazione dei bilanci della Popolare di Vicenza presieduta da Gianni Zonin. L’ipotesi di aggiotaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza – continua l’associazione -, tutelando un cattivo operato da parte delle autorità di controllo, danneggia ulteriormente i risparmiatori”.

Insomma, come anticipavamo ieri le associazione dei consumatori non ci stanno a dare una sorta di assoluzione implicita a chi doveva controllare cosa faceva l’istituto di credito vicentino e non lo avrebbe fatto, Banca d’Italia e Consob in testa. “Da inchieste giornalistiche – continua infatti Asso-consum – e dagli esposti presentati negli ultimi anni era nota e chiara la truffa da tempo: la concessione ai clienti di fidi e mutui era spesso condizionata all’investimento in titoli dell’istituto cooperativo”.

E di qui anche la richiesta di Asso-consum di far chiarezza sul perché “gli organi addetti al controllo e alla vigilanza della Banca d’Italia e della Consob abbiano tardato nell’intervenire sull’evidente pratica commerciale scorretta ai danni dei risparmiatori da parte della Banca Popolare di Vicenza”. In buona sostanza l’associazione chiede di accertare “se vi sia stata collusione fra gli organi di controllo ed i funzionari ed i vertici della Popolare di Vicenza, oppure se si sia trattato solo di negligenza o omissione di controlli”.

Per quanto riguarda le indagini, c’è da segnalare l’allargamento dell’inchiesta alla Toscana, dove il Gruppo Banca Popolare di Vicenza è molto presente grazie all’acquisizione alcuni anni della Cassa di Risparmi di Prato. Ebbene, la magistratura toscana sta adesso indagando proprio sulle modalità con la quale sono state vendute ai risparmiatori toscani le azioni del gruppo.

Un commento

  1. alessandro giordano

    Dopo Prato anche la Sicilia e Palermo?
    Oppure ”fuori perimetro delle acquisizioni strategiche”?

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