Provincia

Il Teatro Olimpico in un servizio del New York Times

Un’immagine del Teatro Olimpico di Vicenza appare nell’ultimo numero del New York Times Magazine, in un allegato dedicato ai viaggi, aprendo la sezione degli scatti “italiani” del fotografo giapponese Hiroshi Sugimoto, venuto in Italia per fotografare alcuni teatri ed edifici storici. Tra questi ha scelto anche l’Olimpico, il teatro coperto più antico al mondo, dove ha allestito un set fotografico circa un anno fa. La foto della scena del Teatro Olimpico, con le prospettive lignee raffiguranti le vie di Tebe, compare in apertura del servizio fotografico pubblicato anche online, subito dopo l’immagine di presentazione dove è raffigurato il Duomo di Siena.

Durante il viaggio in Italia, Sugimoto ha portato con sé un libro scritto da alcuni giovani cristiani giapponesi che, nel sedicesimo secolo, hanno visitato l’Europa. Si tratta degli stessi missionari che avevano assistito ad un concerto al Teatro Olimpico nel 1585 e che sono raffigurati nel fregio sulle pareti dell’antiodeo del teatro. Da qui poi Sugimoto ha deciso di seguire le loro tracce. Assieme all’immagine del Teatro Olimpico sono state pubblicate le foto di altri teatri italiani, a Mantova, Bologna, Siena, oltre ad una immagine del Pantheon, a Roma.

Gli scatti si inseriscono all’interno di un progetto più ampio che affida a sei grandi fotografi il compito di raccontare altrettanti territori del mondo: Nigeria, Mar Nero, Tokyo, Venezuela, Istanbul e naturalmente l’Italia. “E’ motivo di soddisfazione vedere il Teatro Olimpico di Vicenza immortalato in un inserto del New York Times, uno dei più importanti media del mondo  – ha commentato il vicesindaco e assessore alla crescita, Jacopo Bulgarini d’Elci -. Tra l’altro, all’interno di un servizio fotografico che seleziona immagini di sei diversi luoghi del mondo. E la sezione dedicata all’Italia è stata addirittura aperta proprio dall’Olimpico. Episodi come questo non fanno altro che aumentare le opportunità di visibilità per la nostra città che si fa conoscere e che continua a stupire i visitatori”.

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