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Apre VicenzaOro. Polemiche da Arezzo

Apre i battenti, domani, alla Fiera di Vicenza, con l’inaugurazione ufficiale, VicenzaOro September, appuntamento fieristico di importanza primaria nel comparto orafo e gioielliero, sia a livello italiano che internazionale. “Gold Alchemy” sarà il tema centrale della kermesse, che porterà a Vicenza compratori da ogni parte del mondo. L’alchimia dunque, la capacità di trasformare talvolta con una certa “magia”, è tema conduttore, fil rouge di questa edizione per la quale è confermato il formato espositivo The Boutique Show, già testato in gennaio nell’ambito di VicenzaOro Winter.

Partecipano circa 1300 espositori provenienti dall’Italia, certo, ma anche da altri trenta paesi esteri. Le aziende espositrici saranno suddivise per distretti tematici , secondo quello che è stato definito come un progetto innovativo. L’apertura della manifestazione fieristica è fissata per le 18.30 di domani, 5 settembre, mentre la chiusura è in programma per il 9 settembre. Nella serata inaugurale verrà fatta anche la premiazione degli Andrea Palladio International Jewellery Awards 2015, ambiti riconoscimenti all’eccellenza orafa mondiale. Da segnalare anche la quarta edizione del Next Generation Jewellery Talent Contest, che è rivolto ai giovani designer ed è organizzata da Fiera di Vicenza in collaborazione con la Scuola di Design del Politecnico di Milano. Infine verrà presentato il Trendbook 2017+, una guida alle tendenze del settore del lusso a livello mondiale.

Ma la vera notizia, in queste ore, è un’altra e viene da Arezzo, ovvero dall’altro polo italiano del comparto orafo.  Il distretto orafo aretino infatti costituisce una fetta non secondaria sullo scenario italiano, forse non di riferimento come Vicenza ma certamente molto importante. Sono molte dunque anche le aziende toscane che espongono alla Fiera di Vicenza, e sembra che tra di esse ci sia molto malcontento, soprattutto nei confronti del presidente di Fiera di Vicenza, Matteo Marzotto, e del direttore generale Corrado Facco. Basti leggere un comunicato stampa diffuso oggi da Francesco Macrì, capogruppo in consiglio comunale ad Arezzo per Fratelli d’Italia-Alleanza per Arezzo

“Le nostre ditte orafe – scrive Macrì -, il made in Italy che si produce ad Arezzo e che in tutto il mondo è conosciuto, dai semilavorati al finito, dai gioielli al bijoux, i nostri artigiani, i nostri designer e dunque i nostri lavoratori, sono sotto attacco a opera della Fiera di Vicenza di Matteo Marzotto, che se ne infischia degli investimenti e delle prestazioni delle aziende aretine che da anni partecipano alla sua kermesse.  La vicenda della Sem.ar. Srl, ditta che per migliorare le sue prestazioni commerciali e l’accoglienza ai clienti aveva fatto realizzare uno stand su misura per poi vedersi costretta a esporre, in uno stand che doveva essere realizzato e allestito direttamente dalla fiera, è emblematica del clima che si respira in quella rassegna. La Sem.ar ha vissuto una situazione veramente grave e imbarazzante, ha alzato la testa protestando per questo, denunciando il reale stato di cose che per colpa di Matteo Marzotto e del direttore Corrado Facco, molti orafi aretini hanno vissuto. Vicenda appoggiata e sostenuta dalle associazioni di categoria aretine ma con troppa timidezza e riverenzialità. Riverenza non ripagata, vista l’indegna ritorsione: alla ditta è stata negata la possibilità di esporre alla fiera di settembre 2015. Oltre al danno, la beffa”.

“È venuto il momento – continua Macrì – di porre una domanda seria: come è possibile instaurare un corretto rapporto con la fiera orafa veneta, considerando il fatto che gli espositori orafi aretini hanno un ruolo fondamentale sia come numero di addetti che come manifattura rappresentata? Moltissime aziende sono scontente di come sono gestite le cose, con costi altissimi, aumentati oramai a dismisura. Se il sistema economico aretino mostrasse compattezza e coraggio, potrebbe indurre ad abbassare la cresta a Matteo Marzotto, che da sempre assume incarichi solo per il nome blasonato, e costringere alle dimissioni l’attuale direttore generale Corrado Facco. Perché a un management che si comporta così, resta una sola strada: dimissioni. E senza strette di mano”.

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