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Banca Popolare di Vicenza, ecco il piano industriale

E’ stato presentato oggi il piano industriale con cui l’amministratore delegato e direttore generale, Francesco Iorio, intende rilanciare fin dal prossimo anno la Banca Popolare di Vicenza. Un piano decisamente ambizioso, in alcuni aspetti anche tutt’altro che facile da realizzare, come nell’aumento di capitale da 1,5 miliardi di euro. Il manager sembra tuttavia crederci profondamente, e questo grazie al fatto che, citiamo testualmente le sue parole, “BpVi è una banca solida, focalizzata sull’offerta di servizi di qualità alle imprese, agli imprenditori e alle famiglie”. Il piano prevede un ritorno al segno più già nel 2016, un utile di 200 milioni nel 2018 e superiore ai 330 milioni nel 2020.

Francesco Iorio
Francesco Iorio

Il consiglio di amministrazione della banca ha approvato oggi, all’unanimità questo piano di rilancio, che riguarda gli anni dal 2015 al 2020, e Iorio lo ha presentato subito, in due fasi: la prima incontrando i sindacati e la seconda, nel tardo pomeriggio di oggi, alla stampa in un affollato incontro che ha testimoniato il grande interesse che c’è intorno all’istituto di credito vicentino e al difficile periodo che esso attraversa. Diciamo subito che, durante l’incontro, Iorio ha chiarito il suo ruolo, prettamente di gestione sotto l’aspetto tecnico, senza sbilanciarsi dunque in merito a quanto avvenuto in passato né, per il futuro, oltrepassando quelli che sono i confini di una normale gestione finanziaria.

Se BpVi in passato è stato dunque anche una sorta di interlocutore politico, la sua banca del futuro dovrà essere diversa, fare solo la banca senza vincoli di sorta. Una cosa è certa comunque, non sarà un cammino indolore. Sono infatti confermati, “utilizzando i più opportuni strumenti disponibili” quasi 600 esuberi tra i dipendenti del gruppo, 575 per la precisione, dei quali 300 nel 2016 e il resto entro il 2020. Prevista la chiusura di 150 filiali ed anche l’uscita dalle partecipazioni non profittevoli, eccetto quella in Cattolica assicurazioni, ritenuta strategica. Iorio, oltre ad aver sottolineato che tutto dovrebbe essere reso meno doloroso da un fondo di solidarietà, ha anche assicurato che a fronte degli esuberi vi saranno anche nuove assunzioni, si parla di 200 persone.

Linea guida principale del piano industriale di Banca Popolare di Vicenza è la trasformazione di Spa e la quotazione in Borsa, che avverrà l’anno prossimo. Sempre nel 2016 vi sarà anche il rinnovamento della governance dell’istituto. Non è mancata a questo punto la domanda sulle dimissioni del presidente Gianni Zonin, domanda che però non ha avuto risposta dall’amministratore delegato che si è limitato a dire di non sapere, al momento, nulla. Le perquisizioni della Guardia di Finanza, le accuse e gli esposti delle associazioni dei consumatori, le ispezioni della Bce, e in generale il travaglio degli ultimi mesi, hanno aleggiato durante tutto l’incontro, ma si sono palesati solo a tratti.

Sicuramente, a precisa domanda, Francesco Iorio ha assicurato che pratiche come il finanziamento per l’acquisto di azioni non si ripeteranno. Per quanto riguarda il valore delle azioni, con l’ingresso a Piazza Affari è destinato a scendere, non c’è dubbio. Per i vecchi soci che volessero sottoscrivere l’aumento di capitale è prevista solo qualche modesta agevolazione. Intanto, in questo periodo, la banca sta cercando di raggiungere un accordo con gli investitori che sono rimasti danneggiati dalla precedente gestione.

Per quanto riguarda i dettagli del piano industriale rimandiamo il lettore a questo documento della stessa banca, certamente abbastanza esaustivo e dettagliato. Quello che va invece sottolineato è la reazione dei sindacati a tutto questo, decisamente sul piede di guerra. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil e Unisin promettono battaglia ed assicurano che nessun lavoratore sarà lasciato indietro. Questo il documento diffuso in proposito quest’oggi. “Chiediamo – scrivono le sigle sindacali -,  che i sacrifici partano dall’alto, con il taglio dei numeri dei componenti del Cda, l’eliminazione dei premi a figure apicali, benefit, riduzione degli stipendi del top management, diminuzione dei manager alcuni dei quali hanno contribuito ai negativi risultati o non hanno denunciato quanto dovevano”.

Più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, seppur con toni più morbidi e più possibilista, anche la Uil, presente con un proprio coordimaneto in Popolare di Vicenza. “La Uilca – si legge nel documento diffuso da questo sindacato dopo l’incontro con l’amministratore delegato – ha espresso la necessità di un percorso di forte discontinuità con il passato e di massima attenzione alle lavoratrici e ai lavoratori, per il disagio in cui operano quotidianamente, a seguito del clima di incertezza che caratterizza la popolare Vicenza, rispetto al quale si sono chiesti segnali concreti immediati, come la proroga degli accordi aziendali in scadenza”.

Al termine del suo incontro con la stampa l’amministratore delegato della Banca Popolare di Vicenza ha risposto ad alcune domande dei molti giornalisti televisivi presenti, tracciando anche un primo bilancio dei suoi primi cento giorni al timone dell’istituto di credito vicentino. Abbiamo registrato, solo in audio, alcuni stralci di queste interviste e li proponiamo al lettore nell’audiolettore in alto, sulla foto d’apertura. Cliccare sul tasto play per ascoltare.

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