Angelica Liddell
Angelica Liddell

Angelica Liddell apre la stagione dell’Olimpico

Cresce l’attesa a Vicenza (e non solo quella) per l’apertura, tra due giorni, del  68° Ciclo di spettacoli classici al Teatro Olimpico, quest’anno affidata alla catalana Angelica Liddell ed al suo “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi”. L’appuntamento è noto, quantomeno per le polemiche che ha suscitato nelle settimane scorse e per aver occupato le pagine di cronaca, sia locali che nazionali. La rassegna, che proseguirà fino al 30 ottobre, è promossa dal Comune di Vicenza, assessorato alla crescita, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza. Quanto allo spettacolo di apertura, come detto più volte, si tratta di una prima nazionale e rappresenta la terza parte del Ciclo delle Resurrezioni dopo “You Are my Destiny” (Lo stupro di Lucrezia) e “Tandy”. Ha debuttato il 19 marzo al Théâtre Vidy di Losanna ed è stato poi al Berliner Festspiele, all’inizio di luglio. Dopo Vicenza sarà a Parigi al Festival d’Autunno, al Théâtre de l’Odéon. E’ un atto unico, dura un’ora e mezza e sarà recitato in spagnolo con sovratitoli in italiano.

spettacolo-liddell-1zz“Angelica Liddell – si legge in una presentazione dello spettacolo – viene definita come l’artista di teatro europea più eccessiva, surreale, violenta, fisica, fortemente contemporanea ma dai toni a tratti arcaici, originari. Ognuno dei suoi spettacoli è un tentativo di redenzione. Ѐ come se prendesse su di sé e sul palcoscenico il dolore del mondo, trasferendo il male generato dalla collettività nell’intimità del suo corpo e cercando la catarsi attraverso il gesto artistico. Eccessiva, affascinante, indecente, appassionata, Angelica Liddell usa il teatro per ribellarsi, gridando il suo disgusto della saggezza e raccontando il dolore dell’esistenza. Il suo linguaggio è violento, fisico, il corpo è oggetto del sacrificio. Per lei non c’è distanza tra lavoro e vita”.

Lei stessa dice: “La sfida è sopravvivere a me stessa. L’inconfessabile, la vergogna, ci lega sulla scena”. Per lei, la “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi” è un inno all’amore, “un testo biblico a partire dal quale costruire un’eresia, trasferendo l’ardore dell’amore divino in passione profana”. L’artista catalana concepisce una sorta di mistica al contrario, capovolta, in cui la chiesa è un teatro, e la scena un altare. Creando così un luogo per raccontare l’amore, l’amore come sacrilegio, l’amore come forma del sacro, l’amore come unico senso delle nostre vite. Un lavoro di intreccio tra sacro e profano: trasponendo l’ardore dell’amore per Dio, così come l’ha descritto San Paolo, sul terreno dell’amore profano. Come per verificare, attraverso la rappresentazione, che Dio e l’Amore sono la stessa cosa. Artista poliedrica, drammaturga, regista, attrice, Angelica Liddell è senza dubbio una trasgressiva del teatro contemporaneo, acclamata da spettatori e critici.

Ѐ nata a Figueras nel 1966, nella stessa Catalogna di Salvador Dalí, artista di cui subisce sicuramente il fascino per la sua vena surreale e onirica e l’attrazione per le arti visive. Comincia a scrivere già durante la sua difficile adolescenza e, dopo aver tentato la via del Conservatorio, si laurea in psicologia e arte drammatica. La sua carriera teatrale vera e propria inizia nel 1988 con uno spettacolo dal titolo per certi versi premonitore, “Greta quiere suicidarse”. Nel 1993 fonda la compagnia Atra Bilis e fino al 2010 lavora principalmente in Spagna. A partire da quella data, invitata al Festival di Avignone, si apre alla scena internazionale, imponendosi con una sua personale miscela di recitazione, danza, video, e musica dal vivo, affascinando e scioccando il pubblico.

La Vicenza del cattolicesimo conservatore e della destra estrema è, naturalmente, è sui carboni ardenti in questi giorni. Se nelle settimane scorsi alcuni hanno addirittura chiesto la censura preventiva dello spettacolo, adesso si cerca di “neutralizzarlo” in qualche modo. E così Vicenza Cristiana organizza la recita di un rosario, definito “riparatore”, quasi in contemporanea alla prima dello spettacolo, nei pressi del Teatro Olimpico. La componente più tradizionalista del cristianesimo iberico subito si accoda e questo causa una pronta presa di distanza dei primi che non accettano l’atteggiamento dei secondi, critici (per usare un eufemismo) nei confronti dello stesso Vescovo di Vicenza.

Da sottolineare a questo proposito che il Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizziol, ha invece avuto in tutta la vicenda un atteggiamento di grande saggezza, non concedendo spazi alle strumentalizzazioni e sottolineando la necessità che prima di esprimere giudizi si sappia di cosa si parla. Aspettiamo che lo spettacolo vada in scena, ha detto in buona sostanza l’alto prelato: se sarà offensivo verso la fede, se ne assumerà la responsabilità chi lo ha voluto. In caso contrario dovrà risponderne chi lo ha condannato prima di vederlo. Da ricordare in chiusura che lo spettacolo sarà in scena venerdì 18 e sabato 19 settembre, alle 21. Naturalmente, grazie soprattutto alle polemiche, c’è il tutto esaurito in entrambe le date, e sono disponibili eventuali biglietti solo in caso di rinuncia dei possessori.

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