sabato , 16 Ottobre 2021
Lo striscione appeso a palazzo Trissino

Questionario Tav, no dei comitati al metodo Delphi

Bocciato dalle associazioni e dai comitati contrari al passaggio della Tav/Tac a Vicenza, che questa mattina hanno appeso a palazzo Trissino uno striscione di dissenso, il metodo scelto dall’amministrazione comunale per conoscere il parere della città sull’opera. Si tratta di un questionario costruito attraverso il metodo Delphi e sottoposto a quattordici tra associazioni di categoria, ordini professionali e altre realtà rilevanti del territorio. “Un metodo non democratico”, sostengono associazioni e comitati chiedendo all’amministrazione di sospendere la procedura e di avviare una consultazione che coinvolga tutti i cittadini. Italia Nostra e Civiltà del Verde, selezionate per partecipare al questionario, annunciano inoltre che si asterranno dalla compilazione.

“Il metodo Delphi – si  legge nel comunicato sottoscritto da Civiltà del Verde, Italia Nostra, Osservatorio urbano territoriale, Comitato cittadini Vicenza Est, Comitato Pomari, Cristiani per la pace, Legambiente e Comitato popolare Ferrovieri – è stato messo appunto negli anni Cinquanta negli Stati Uniti, per gestire le scelte in caso di attacco nucleare sovietico, ed oggi viene utilizzato soprattutto all’interno di aziende private con l’intento di rafforzare il consenso su decisioni predeterminate”.

“È un metodo che assume un carattere selettivo dei destinatari, cogente nelle risposte e con un sistema di domande precostituito, superficiale e limitante”, continua il comunicato delle associazioni e dei comitati che ritengono il questionario tendenzioso e costruito in modo tale da dare un parere positivo alla Tav. “Ci rifiutiamo di compilare un questionario – considera Romana Caoduro di Civiltà del Verde – ingannevole e contrario alla vera consultazione della cittadinanza”. “Chiediamo che i cittadini – dice Marko Urukalo del Comitato popolare Ferrovieri – partecipino veramente e siano informati su un’opera che trasformerà completamente la città”.

Sotto il mirino di associazioni e comitati anche tempistiche e metodo di somministrazione del questionario da parte dell’amministrazione. “Inaccettabile l’inoltro del questionario – si legge – in periodo di ferie estive e la richiesta di risposta entro il 7 agosto”. “Il 3 luglio il sindaco Achille Variati – spiega Loris Varo del Comitato cittadini Vicenza Est – ci aveva dato la sua disponibilità ad un processo partecipativo, ma senza fare alcuna parola della delibera con la quale giorni prima aveva già approvato il questionario con il metodo delphi: è una mancanza di trasparenza. Assurdo poi non dire i nomi delle realtà a cui è stato dato il questionario”.

Martina Lucchin

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