sabato , 16 Ottobre 2021

Popolare di Vicenza, un miliardo in meno nel capitale

Importante riunione del Consiglio di amministrazione di Banca Popolare di Vicenza, ieri, nel quale si approvava il bilancio di un semestre delicato per l’istituto, come è stato il primo del 2015. Il dato più vistoso che emerge, anche da una lunga e dettagliata nota diffusa subito dopo dai vertici della banca vicentina, è il passivo di oltre un miliardo di euro, clamoroso segno meno che deriva però più da una rilettura della situazione patrimoniale che da perdite effettive.

E’ determinato dal fatto che una parte consistente del capitale della banca non può essere più considerato come tale dopo gli accertamenti ispettivi della Bce. Queste verifiche e “gli ulteriori accertamenti condotti dalla Banca – scrive nella nota la Popolare di Vicenza -, hanno fatto emergere diverse posizioni nelle quali la sottoscrizione o l’acquisto delle azioni della Banca da parte della clientela sono stati effettuati facendo ricorso a finanziamenti erogati dalla Banca. L’importo complessivo dei finanziamenti erogati dalla Banca individuato a seguito delle analisi svolte come correlato all’acquisto o alla sottoscrizione di azioni della Banca è pari a 974,9 milioni di euro”.

In altre parole si tratta di azioni che erano state acquistate da una clientela interessata soprattutto ad un più agevole accesso al credito, per usare un eufemismo. “Con riferimento a questo fenomeno – aggiunge Bpv -, il bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2015 evidenzia l’iscrizione di una riserva indisponibile, ai sensi dell’art. 2358, comma 6 del Codice civile, per un ammontare pari a tale capitale oggetto di operazioni di finanziamento”.

Dedotte comunque, continua la nota “le rettifiche di valore per merito creditizio (pari a 23,5 milioni di euro) e gli specifici accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri (pari ad € 339,7 milioni di euro) che si è ritenuto di rilevare prudenzialmente in considerazione dei rischi associati a posizioni specifiche. L’ammontare della predetta riserva indisponibile è pari quindi a 611,6 milioni di euro. Inoltre, le verifiche condotte hanno altresì fatto emergere altri profili di rischio in connessione con alcune posizioni specifiche, per un importo allo stato determinato in 26,5 milioni di euro, a fronte dei quali è stato prudenzialmente effettuato uno accantonamento al fondo per rischi ed oneri di 15,9 milioni di euro”.

“Quanto sopra – si legge ancora – incide anche, e per l’intero importo del capitale interessato dai fenomeni citati, sui Fondi Propri della Banca al 30 giugno 2015, a cui, in coerenza con le indicazioni della Bce, è stato applicato un filtro prudenziale, il cui importo, tenuto conto delle svalutazioni e degli accantonamenti effettuati, ammonta a 622,2 milioni di euro”.

Naturalmente il Cda di Banca Popolare di Vicenza pensa anche alle contromisure e ieri ha deliberato l’avvio di un “programma di rafforzamento patrimoniale da conseguire principalmente attraverso un aumento di capitale previsto fino a 1,5 miliardi di euro, da sottoporre all’approvazione dell’assemblea straordinaria dei soci”. Entro settembre è prevista l’approvazione del nuovo piano industriale di rilancio e sviluppo della banca.

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