sabato , 16 Ottobre 2021

La Consulta dà ragione al Turismo all’aria aperta

“Confindustria Veneto accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale del 24 luglio in tema di turismo open air, che dopo il ricorso della Regione Veneto ha dichiarato illegittima la norma contenuta nel Decreto del Fare del luglio 2013 (art. 41, comma 4). La norma assoggetta case mobili, roulette e camper alle norme urbanistiche proprie delle abitazioni di nuova costruzione, rendendo obbligatoria la relativa autorizzazione per la collocazione di unità mobili all’interno dei campeggi”.

E’ quanto si legge in una nota diffusa oggi dall’associazione degli industriali veneti, che in effetti avevano subito preso posizione contro la normativa, definendola “dannosa per le aziende del turismo all’aria aperta e lo sviluppo del settore” e avviando un’azione in Parlamento per proporre una modifica al testo della legge. “Nel settembre 2013 – ricorda Confindustria Veneto – la Regione aveva impugnato la norma contenuta nel Decreto del Fare di fronte alla Consulta, sollevando la questione di illegittimità costituzionale in quanto avrebbe violato le competenze regionali in materia di turismo. Infatti la legislazione veneta sul turismo all’aria aperta non prevede la richiesta di autorizzazione urbanistico edilizia per l’installazione di unità mobili all’interno dei campeggi”.

Con la sentenza n.189/2015 del 24 luglio scorso, la Corte Costituzionale ha dunque giudicato fondata la questione di illegittimità posta da Palazzo Balbi, nonostante proprio la Regione avesse proposto di ritirare il ricorso dopo le modifiche apportate al testo (art. 10-ter, dl 28 marzo 2014, n. 47) che, recependo le proposte di Confindustria Veneto, secondo la Regione Veneto facevano salve le competenze regionali. Il nuovo testo del marzo 2014, infatti, indica che è richiesto il permesso di costruire unità mobili nei campeggi “salvo che” – in sostituzione di “ancorché” – siano installati in conformità alla normativa regionale di settore. Nonostante le modifiche, la Corte Costituzionale ha ribadito l’incostituzionalità dell’art. 41, comma 4, in quanto sottrae al legislatore regionale ogni spazio d’intervento.

Angelo Macola, Presidente di Assitai, l’associazione delle imprese legate al turismo all’aria aperta aderente a Confindustria Veneto, dichiara: “Siamo molto soddisfatti della sentenza della Consulta e desideriamo esprimere apprezzamento per il grande lavoro portato avanti dalla Regione Veneto. Questo è un risultato che premia la sinergia tra Confindustria Veneto e Regione, a tutela sia delle competenze legislative regionali sia degli interessi delle aziende del turismo open air. Ora le nostre imprese possono continuare a lavorare e ad investire, senza il peso di ulteriori e dannosi iter burocratici, e contribuire al rilancio del settore turistico veneto”.

L’open air è un settore importante per il turismo veneto e italiano, composto da strutture ed imprese di eccellenza a livello internazionale. Rappresenta il 27% delle presenze turistiche in Veneto e dà lavoro a circa 13 mila addetti. Il turismo all’aria aperta, oltre a presentare condizioni economiche molto competitive, è la forma di villeggiatura turisticamente organizzata a minor impatto ambientale.

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