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Migranti nell’ex ospedale di Schio, Zaia: “Follia”

“L’ennesima follia: immigrati a stretto contatto con cittadini che si recano ancora oggi a ricevere cure e servizi. C’è ancora tempo perché si eviti questa rischiosa assurdità. Mi auguro una tempestiva marcia indietro. Il Prefetto sappia sin d’ora che vigileremo sui limiti entro i quali egli eserciterà i suoi poteri”.

Luca Zaia
Luca Zaia

Lo dice il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, informato oggi dell’intenzione del prefetto di Vicenza di utilizzare le strutture non aperte al pubblico dell’ex ospedale De Lellis di Schio per collocare una quota non ancora definita di immigrati.

“Tanto perché sia chiarita ai veneti l’enormità di quello che si sta compiendo – prosegue Zaia –, rendo noto che, pressochè adiacente al corpo che si vorrebbe utilizzare per ospitare immigrati, sorge la cosiddetta ‘Piastra’ che, dopo l’apertura dell’Ospedale Unico di Santorso, ospita un’ampia gamma di servizi sanitari diurni alla popolazione. Non v’è chi non veda che, come a Quinto, a Eraclea, Conetta di Cona, si vada a sovrapporre un’emergenza, anche mal gestita, alla vita quotidiana della popolazione, aggravata, in questo caso, dal fatto che si tratta di una struttura sanitaria che, pur senza ricoveri, funziona e eroga cure alla gente”.

“E’ emblematico – conclude Zaia – che uno Stato con centinaia di migliaia di immobili inutilizzati, e che per giunta non riesce neppure a vendere, venga a gravare di un’emergenza le efficienti strutture sanitarie venete. Anzi, più che emblematico, direi provocatorio”.

Anche il capogruppo della Lega Nord in Consiglio regionale, Nicola Finco interviene sullo stesso tema. “Mentre qualcuno a Roma – scrive in una nota – vuole passarci il messaggio che va tutto bene, che l’Italia riparte e che chi pensa il contrario è un gufo, a Schio stanno per arrivare decine e decine di clandestini nella struttura limitrofa all’ospedale, a stretto contatto coi pazienti. Questa è la risposta di Alfano e Renzi ai ricorrenti episodi di criminalità che stanno insanguinando il territorio, dai coniugi sgozzati a Catania alle minori violentate tra Vicenza e Padova da un sedicente clandestino alias Carl Marx”.

“Se questa follia del prefetto, – conclude Finco – che ovviamente obbedisce ad ordini da Roma, andrà avanti, assumeremo ogni iniziativa per impedire questo scempio: clandestini di cui non si sanno nome né origine non possono essere collocati a stretto contatto con i pazienti di un ospedale. Attenzione, e lo dico al prefetto: chi porterà avanti una decisione così assurda e scellerata se ne assumerà la totale e completa responsabilità”.

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