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Del Din e Borgo Berga, nuovo affondo del M5S di Vicenza

Nuovo affondo del Movimento 5 Stelle di Vicenza nei confronti dell’amministrazione comunale del capoluogo berico e del sindaco Variati in particolare. E’ il consigliere comunale Daniele Ferrarin a portare l’attacco, per altro su due temi che sono stati sempre di grande rilievo per il gruppo di opposizione, ovvero il difficile rapporto con la base americana Del Din e la questione, sempre scottante a Vicenza, della urbanizzazione di Borgo Berga. Per quanto riguarda il primo tema, Ferrarin prende spunto dalla inaugurazione che si terrà domani, alle 10.30, del nuovo tratto di Viale Ferrarin cha va dalla rotatoria di Viale del Verme alla base militare a stelle e strisce.

Daniele Ferrarin
Daniele Ferrarin

Il consigliere comunale pentastellato parla di  “un’ufficialità a dir poco imbarazzante, con la quale il sindaco di Vicenza, Achille Variati, e il comandante della base Robert Menist, annunceranno l’inaugurazione”. Ferrarin si chiede se siano queste le “compensazioni che Vicenza ha ricevuto dagli americani per permettere la costruzione di una base militare devastante e impattante all’interno del principale polmone verde della città”.

“La sistemazione ad uso militare di una strada – continua – giustifica la presenza del primo cittadino alla cerimonia di inaugurazione? Che Variati sia sempre stato poco credibile nella sua contrarietà alla nuova base militare lo dimostrano iniziative come questa. Dal fronte pacifista e antimilitarista, grazie al cui sostegno ha vinto di poco le elezioni in città nel 2008, Variati è passato a promuovere le politiche di espansione imperialista del governo americano. La base Del Din è infatti un punto strategico militare per lo scenario di guerra nel medio Oriente e invece dell’inaugurazione di una strada ad usi militari pagata dagli americani, il sindaco dovrebbe adoperarsi per il rispetto dello statuto del Comune, che dichiara Vicenza città di pace”.

Per quanto riguarda invece la vicenda di Borgo Berga, Ferrarin annuncia di aver presentato al consiglio comunale di Vicenza una nuova interrogazione sul tema, ed in particolare sulle indagini in corso da parte della magistratura e dell’Autorità nazionale anticorruzione, l’Anca, che per altro ha richiesto approfondimenti. “Per seguire il corso degli approfondimenti richiesti dall’Anac – scrive in una nota il consigliere comunale – e per renderli pubblici, il Movimento 5 Stelle farà richiesta all’Autorità affinché, ad  eventuali  audizioni dei tecnici del Comune, finalizzate a fornire anche a voce spiegazioni sull’iter amministrativo seguito, possano essere presenti, per un vero contraddittorio, i senatori portavoce Enrico Cappelletti e Giovanni Endrizzi, accompagnati dai tecnici e dai rappresentanti delle associazioni e comitati che da anni si battono per il rispetto delle leggi, avviando, così, un percorso che possa auspicabilmente portare al ripristino delle condizioni originarie di un’area fragilissima e paesaggisticamente straordinaria della città che non aveva certo bisogno di essere deturpata con tutto quanto è stato costruito”.

“I cittadini, i comitati, le associazioni e il M5S – aggiunge Ferrarin – non si rassegnano a vedere impunita, se saranno accertate violazioni di legge imputate, la violenza perpetrata al paesaggio palladiano e alla cultura vicentina, il cui valore è stato riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità. Crediamo che ciascuno si debba assumere le proprie responsabilità, compreso il sindaco Variati, per quello che è stato definito il sacco di  Vicenza, al quale non solo il primo cittadino non si è ribellato e sottratto, ma ha addirittura dato un indirizzo, operando scelte urbanistiche i cui effetti si coglieranno a breve e a lungo termine. Il Movimento cinque stelle non intende tralasciare la ricerca  della verità e vuole mostrare che le alternative a questa deriva politico affaristica c’erano e ci sono. Un alto dirigente del Comune, il più alto in carica, è già sotto inchiesta e attendiamo fiduciosi le decisioni delle autorità competenti”.

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