sabato , 16 Ottobre 2021

Bassano, a B.Motion è ora di scena il teatro

Dopo i quattro giorni dedicati alla danza prosegue a Bassano del Grappa, B.motion, sezione di Operaestate dedicata ai linguaggi del contemporaneo che, per la sua seconda settimana di programmazione, propone il teatro con 17 appuntamenti in 6 giorni per indagare la nuova scena locale, nazionale ed internazionale, in un mix di linguaggi che alternano parole e immagini, che scopre luoghi e incontra corpi in movimento, anche con l’obiettivo di indagare sul mondo di una generazione alla deriva e senza più punti di riferimento. Si inizia questa sera con tre giovani compagnie venete.

Al Teatro Remondini, alle 21, è di scena Color Teatri, con “I fantastici cinque”, un lavoro che riflette sulla generazione dei trentenni. Come spunto la compagnia ha scelto di indagare la figura dell’eroe, mixando dispositivi interattivi con cinema, fumetto e cartoons. Il risultato è una sorta di reality teatrale, in cui gli spettatori decidono la sorte e l’eliminazione di concorrenti pronti a tutto pur di ottenere il posto di lavoro. Viene messo in scena un improbabile colloquio in cui i candidati cercano di trasformarsi in supereroi, si inventano superpoteri, si spendono per non avere paure e difetti e tentano di apparire perfetti, smart, in forma. Un lavoro ironico, per scelta e per necessità: “siamo condannati all’ironia, per cui è meglio prenderla sul serio”.

Si prosegue al Csc Garage Nardini, alle 22 con “Biancarosarossa”, di Mab Ensemble, ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm. La storia si apre con nei rosai che crescono davanti a una casa al limitare del bosco. E’ l’esplosione di un mondo armonico in cui gli elementi della natura sono in equilibrio. Ma la fiaba ci insegna che una cosa è anche il suo opposto, e così la madre che avvicina le due sorelle è la stessa che le allontana, lasciandole libere di andare sull’orlo di un abisso. La fiaba si frantuma. Le due sorelle, nel cinismo del presente, scoprono l’ingratitudine. Un raccolto al
femminile giocato sugli opposti.

Chiudono la serata, alle 22.45 al Teatro Remondini, gli Ailuros con “What are you dying for?”. Partendo dallo scontro tra il mondo islamico e quello occidentale, e passando per gli estremisti ascetici del veganesimo, la compagnia compie un viaggio ironico alla ricerca di un perché alle scelte che si fanno. Il protagonista intraprende un percorso all’interno di quegli estremismi che promettono di dare un senso all’esistenza umana. Ma in questo viaggio l’attore non può andare solo, suoi compagni sono gli spettatori, con cui non solo condividerà esperienze e resoconti delle proprie iniziative, ma le sperimenterà direttamente sul palco, chiedendo al pubblico un aiuto nel farlo.

Angela Dematté
Angela Dematté

Durante la giornata, presso il Color Caffè, avvio anche per gli incontri e gli approfondimenti. Alle ore 19.30 si tiene il primo momento di riflessione sullo “spettatore consapevole”, un percorso di visione critica per formare un pubblico sempre più in grado di leggere e decodificare i linguaggi del contemporaneo. Info: www.operaestate.it.

La seconda giornata, domani, 25 agosto, di B.Motion Teatro, presenta invece le due vincitrici dei Premi Scenario e Scenario per Ustica, oltre a uno dei due lavori che compongono la Generazione Scenario 2015. Apre la serata al Teatro Remondini, alle 21, Angela Dematté con “Mad in Europe. Uno spettacolo in lingua originale”. Il lavoro, che quest’anno ha ottenuto il massimo riconoscimento, è incentrato su un’attenta ricerca linguistica in grado di creare una parola ibridata da suggestioni e visioni oscillando tra sacralità e religione. Si prosegue al Csc Garage Nardini, alle 21.45, con “Gianni”, di Caroline Baglioni, premiato nella sezione di teatro civile intitolata a Ustica. Per concludere si torna al Teatro Remondini, alle 22.30, con la segnalazione a “Homologia”, di DispensaBarzotti, un’indagine sull’uomo e il suo doppio, sulla solitudine dell’essere imbrigliato tra realtà e finzione.

In “Mad in Europe” Angela Dematté dà vita a un personaggio alla deriva creando una lingua capace di raccontarlo. Sulla scena c’è una donna incinta impazzita, la cui interiorità frammentaria si fa metafora della crisi dell’utopia europea: la scissione fra maternità, religione e ruolo sociale si rifrange in un affascinante mescolamento dei diversi idiomi parlati nei paesi del vecchio continente. Così se un tempo la protagonista conosceva molte lingue, ora riesce a formulare solo un dialetto internazionale strano ed informe. Soprattutto non ricorda assolutamente più la sua lingua madre, l’ha rifiutata e la conserva in qualche recondito spazio della mente. Di chi è la colpa? Dovrà andare molto indietro per cercare di uscire dalla nevrosi in cui è caduta e recuperare le sue radici.

“Gianni”, di Caroline Baglioni, parte invece da un’esperienza autobiografica. Gianni era lo zio con problemi maniaco depressivi. Nel 2004, in una scatola di vecchi dischi, Caroline trova tre musicassette dove Gianni ha inciso la sua voce, gridato i suoi desideri, cantato la sua gioia, espresso la sua tristezza. Questo materiale, intenso e straziante, è diventato la fonte da cui l’autrice ha tratto ispirazione.

Infine, “Homologia”, di DispensaBarzotti, è allo stesso tempo studio dell’uomo e studio di ciò che è identico, di ciò che si ripete uguale, del processo di omologazione. Quale meccanismo rende gli individui così terribilmente uguali tra loro? Com’è possibile che le azioni che abbiamo compiuto quotidianamente, in tutta una vita, non abbiano lasciato nessuna traccia? Tutto, di colpo, non conta più, la volontà sembra scomparire e come morti che respirano ci crogioliamo nel nostro sentirci inermi. In scena c’è un uomo anziano, solo, immerso nel vuoto, in perenne dormiveglia. Qualcosa, però, piomba giù dalla soffitta e risveglia questo corpo intorpidito: un manichino impolverato che il vecchio tenta di rianimare.

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