sabato , 16 Ottobre 2021

Banca Popolare di Vicenza, depositato esposto del M5S

Esposto, con contestuale denuncia, sulla vicenda della Banca Popolare di Vicenza, depositato oggi in procura, a Vicenza, dai senatori veneti del Movimento 5 stelle, Enrico Cappelletti, Gianni Girotto e Giovanni Endrizzi. L’iniziativa va ad affiancarsi agli altri esposti fino ad ora presentati da cittadini, azionisti ed associazioni dei consumatori. “Ha lo scopo – scrivono in una nota i senatori – di fornire uno stimolo perché venga fatta piena luce sul drammatico rapporto tra questa banca ed i propri clienti e azionisti, preso atto che le interrogazioni parlamentari già depositate non hanno trovato la risposta dei Ministri competenti. Il Movimento 5 stelle è determinato a difendere i risparmiatori dai comportamenti quantomeno anomali dei dirigenti della banca Popolare di Vicenza”.

I senatori chiedono in particolare trasparenza sul processo che ha portato ad un ribasso di circa il 23% del valore delle azioni, sul metodo di calcolo seguito per la determinazione del loro valore, che definiscono “evidentemente gonfiato”. Inoltre, chiedono che sia fatta chiarezza sui gravi fatti che avrebbero “coinvolto molti clienti, in qualche modo costretti a diventare azionisti della banca in cambio dell’ottenimento di prestiti, affidamenti e mutui. Vi sono denunce in tal senso – continua la nota dei senatori pentastellati -, che raccontano di pressioni, compresa la minaccia della revoca dei fidi”. I senatori si rivolgono dunque al procuratore della Repubblica di Vicenza chiedendo di “valutare gli eventuali profili di illiceità penale e, nel caso, individuare i possibili responsabili e procedere nei loro confronti.”

“Non meraviglia – hanno commentato i parlamentari del M5S – la totale mancanza di intervento sulla questione della Banca Popolare di Vicenza da parte degli altri gruppi politici al governo della Regione Veneto e del capoluogo vicentino, gruppi che hanno visto i propri rappresentanti sempre vicini al management della banca. Auspichiamo un intervento tempestivo della magistratura, in grado di far luce sull’intera vicenda”.

Ed infatti, a proposito del rapporto tra l’istituto di credito vicentino e gli enti locali, ecco che c’è da segnalare anche l’iniziativa, più locale, di Liliana Zaltron, consigliere comunale di Vicenza ed anche lei in forza al Movimento 5 Stelle. La Zaltron punta la sua attenzione su Palazzo Trissino, rilevando come sia “passato inosservato che fra le tante partecipazioni del Comune di Vicenza, tra cui molte con esiti negativi per il suo bilancio, c’è anche il possesso di quote azionarie della Banca Popolare di Vicenza”.

“Non risulta tuttavia – continua la consigliera -, e questo non è comparso neanche nella recente presentazione del piano di razionalizzazione delle partecipate, che sia stato mai spiegato il perché di questo acquisto, né quando sia avvenuto e chi abbia deciso di utilizzare fondi pubblici per acquistare le suddette azioni. In più di una occasione abbiamo proposto in commissione consiliare ed in Consiglio comunale un maggior controllo sull’azione delle partecipate e una verifca sull’ opportunità di vari investimenti. Vorremmo avere una risposta in merito, soprattutto una risposta operativa che si ponga l’obiettivo di approntare dei controlli che evitino che nel futuro tali situazioni possano accadere di nuovo”.

Un commento

  1. Sarebbe gradito come per le altre denunce ed esposti fatti, pubblicare o dare la possibilità di scaricare il documento originale per capire se ci sono evoluzioni o se sono le solite cose che si dicono dal 2014 .
    Sino ad oggi nessuno si è mai mosso.
    Procura, Consob, Banca D’italia BCE, tutti come le tre scimmiette: non vedo non parlo non sento. Se è vero quanto si legge dalle denunce ci sono reati penali. Se non erro per la bancarotta fraudolenta visto che c’è anche la frode, ne dovrebbero rispondere gli amministratori con i propri patrimoni.

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