Vicenzavicenzareport

Scafista violento pizzicato a Vicenza

Una storia lunga, fatta di denunce e arresti, conclusa oggi con il trasferimento nel centro di identificazione ed espulsione di Torino, che ha come protagonista il nigeriano Hilary Nwuka, di 28 anni, e la Polizia di Stato che ha lavorato per bloccarlo e allontanarlo dal territorio. Il giovane arriva in Italia nel 2011, come clandestino, viene fotosegnalato e indica come anno di nascita il 1978. Un mese dopo, a Salerno, viene nuovamente fotosegnalato e dice di essere nato nel 1987, data che poi userà sempre. A giugno ottiene il permesso di soggiorno per motivi umanitari, valido per dodici mesi che viene in seguito rinnovato, tanto che gli viene fatta la carta di identità, valida fino al 2023.

Il 23 giugno, sempre del 2011, la squadra mobile di Agrigento lo indaga e nei suoi confronti il giudice emette un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il nigeriano va in carcere ed esce l’8 marzo del 2012. Nel frattempo un suo connazionale, minorenne, racconta che suo fratello è stato ucciso da uno scafista, che lo ha spinto in acqua, e la stessa persona avrebbe poi abusato di alcune donne. A quel punto la Questura di Agrigento cataloga sedici foto e le fa vedere al minore che riconosce tre individui come presunti scafisti, tra cui anche Nwuka. Le foto vengono mostrate anche ad altri che riconoscono il nigeriano come timoniere della barca, mentre un altro soggetto lo indica come colui che spinge le persone in mare.

Il 28enne mette piede per la prima a Vicenza nell’aprile del 2013 e qui ne commette di tutti i colori. Prima viene arrestato dai carabinieri per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e furto, poi per ricettazione, e gli anche viene fatto un foglio di via. A dicembre viene denunciato per porto di oggetti atti ad offendere. L’anno successivo viene nuovamente fermato per l’inottemperanza del foglio di via. Il 7 agosto viene arrestato per lesioni, resistenza e spaccio, ma per fermarlo ci sono voluti ben otto poliziotti che in passato aveva ferito. Scarcerato il 26 maggio 2015, gli viene notificato il divieto di dimora in Veneto.

Lo scorso 10 luglio il nigeriano viene fermato in Campo Marzo e, poco dopo, in via Gorizia, dove minaccia gli agenti delle volanti dicendo che ha fatto la guerra e ha usato pistole molto più grandi delle loro, quindi non ha paura. Un soggetto pericoloso insomma, che si aggirava per la città, fino a ieri però, quando poco dopo le 20 è stato fermato in viale San Lazzaro. Solita scenata aggressiva, ma i poliziotti lo ammanettano e lo portano in Questura dove passa una notte agitata. Stamattina è stato mandato al centro di identificazione ed espulsione di Torino e, se tutto va come deve andare, tornerà in Nigeria.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button