Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza, il mito di Ifigenia al Teatro Olimpico

Un’interpretazione moderna del mito di Ifigenia è il terzo appuntamento, domani alle 21, di “Vicenza Salotto Urbano – Le notti della bellezza”, rassegna promossa e curata da Theama Teatro per l’estate cittadina. Lo spettacolo andrà in scena nel Giardino del Teatro Olimpico, per altro in due rappresentazioni consecutive, con la seconda prevista alle 22.30. Il titolo è “Ifigenia, una fanciulla per il vento” e si tratterà di una lettura drammatizzata, dal testo teatrale di Andrè Obey, dove all’atrocità della guerra, delle barbarie, dell’ignoranza e della viltà maschile, viene contrapposta la dolcezza, la nobiltà e il coraggio di una fanciulla che si offre spontaneamente, senza resistere, al vento della morte. Da segnalare le partecipazioni straordinarie degli attori Anna Valle e Ulisse Lendaro.

“Con un linguaggio più moderno – spiega la presentazione dello spettacolo -, viene restituita una versione aggiornata del mito di Ifigenia. La fanciulla rappresenta la purezza rispetto alla corruzione e al putridume della politica della guerra, tipica della personalità maschile. L’ostinazione del padre Agamennone simbolizza l’aridità dilagante dei rapporti umani e familiari rispetto alle logiche di potere. La politica vince sulla famiglia, la guerra sulla giovinezza, la ragione di stato sulla compassione, l’arroganza sull’innocenza. Così come nelle guerre che hanno colpito l’umanità nell’ultimo secolo, sono sempre i più giovani ad essere immolati per primi, senza che essi possano comprendere appieno le ragioni del loro sacrificio”.

“Straordinaria – si legge ancora – la figura del soldato morto da poche ore, che non capisce ancora di essere nell’aldilà e cerca di spiegarsi con una logica ancora terrena la nebbia e il silenzio che lo circondano. La nebbia è la cecità del mondo, il silenzio è quello dell’oblio, di chi è destinato ad essere dimenticato nonostante il suo sacrificio. La vetrina dei personaggi ci offre quindi un Ulisse ragionevole e ravveduto, il quale cerca di ponderare la situazione con l’uso dell’intelletto e, nel finale, del cuore: Ho creduto che per arrivare alla mia età in questi tempi di violenza e di delitti ci volesse del coraggio, ma non è vero! In questo mondo di pazzie e di enormi sciocchezze ci vogliono un’avarizia e una viltà enormi” . In caso di maltempo lo spettacolo sarà rappresentato presso l’Odeo del Teatro Olimpico.

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