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Vicenza, nuovo sequestro al campo nomadi

E’ stata denominata operazione “Golden Life” l’attività investigativa dei carabinieri di Vicenza che la scorsa settimana ha portato al sequestro di molti ben di lusso, al campo nomadi di via Diaz, e che prosegue anche in questi giorni. Stamattina i carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un ulteriore sequestro di beni a carico di un residente del campo, Danilo Dori. L’udienza in tribunale, per far luce sulla provenienza di questi beni, è stata fissata per il 7 luglio e, proprio per evitare che i soggetti monitorati disperdano i beni che non sono stati sequestrati nei giorni scorsi, si è proceduto di nuovo oggi, d’urgenza.

Il sistema di alert messo in atto dai militari dell’Arma si è infatti dimostrato efficiente, ed ha consentito di individuare, in pochi giorni, i sintomi dei tentativi di dispersione e di segnalarli al procuratore della Repubblica di Vicenza, Antonino Cappelleri, che a sua volta ha richiesto ed ottenuto dal giudice competente l’emissione dei provvedimenti di sequestro d’urgenza. I primi sono stati quelli già eseguiti nei giorni scorsi e per i quali, ieri si è svolta la relativa udienza di convalida.

Questa mattina, quindi, i Carabinieri sono tornati al campo nomadi di Viale Diaz, dove hanno bussato alla porta di Dori che, nei giorni scorsi, aveva perfezionato la vendita di una autovettura Audi A6 3.0, della quale aveva mantenuto la disponibilità e di cui era stata chiesta la confisca assieme ad altri beni.

Al residente del campo di via Diaz sono stati sequestrati, come da provvedimento del Tribunale, numerosi beni di lusso: una casa mobile su semirimorchio completamente arredata, una roulotte, una Lancia Delta ultimo modello, della quale il soggetto in questione aveva la materiale disponibilità, costosi apparecchi Hi-Tech come una televisore Lcd da 46 pollici, due smartphone e un tablet e infine numerosi rapporti finanziari mantenuti con diverse banche. Il valore complessivo dei beni sequestrati oggi si aggira attorno ai 100 mila euro.

“Tutto questo dimostra – spiega in conclusione una nota sulla vicenda del Comando dei Carabinieri di Vicenza – dimostra come resti sempre alta l’attenzione degli uomini dell’Arma verso ogni possibile strategia che possa contrastare i fenomeni criminosi, anche attraverso l’individuazione e l’applicazione di strumenti normativi nuovi, soprattutto nel nord Italia,  orientati anche e soprattutto in senso preventivo, ancor prima che repressivo. Il sequestro d’urgenza, ad esempio, è una misura espressamente prevista dalla normativa antimafia, recentemente modificata ed oggi applicabile anche a fenomeni di criminalità comune. E’ utile nei casi in cui, nel corso del procedimento per l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale, si ravvisi il concreto pericolo che i beni di cui è stata proposta la confisca, possano essere dispersi”.

“Il provvedimento – conclude la nota – ha la  finalità di conservare i beni fino alla decisione del giudice sulla loro eventuale confisca. Il provvedimento d’urgenza dovrà essere convalidato nei successivi dieci giorni. Si attende, quindi, l’esito dell’udienza di convalida, tenutasi ieri, e di quelle future, nel corso delle quali si dovrà pervenire ad una decisione definitiva sulla applicazione di una normativa che tende a prevenire la commissione dei reati intervenendo su quelli che sono considerati i frutti delle attività criminose, scoraggiandone l’ulteriore commissione”.

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