Altopiano di Asiago

Va in scena ad Asiago il teatro anti contraffazione

Orologi e occhiali da sole delle migliori marche, tessuti, monili e giocattoli venduti a prezzi stracciati. Pochi euro e chi compra crede di aver fatto un ottimo affare, ma si tratta di falsi, patacche, prodotti spesso nocivi per la salute, che fanno parte di un giro d’affari gestito dalla malavita organizzata. Per dare l’allarme e a far breccia nelle coscienze, domenica 26 luglio fa tappa ad Asiago il tour estivo di “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, lavoro di teatro civile anticontraffazione scritto dal giornalista Andrea Guolo e interpretato da Tiziana Di Masi.

Lo spettacolo, ad ingresso libero, andrà in scena alle 21, in piazza Risorgimento. Il progetto è sostenuto da Regione del Veneto, Unioncamere Veneto e dal Tavolo veneto della moda, composto da Confindustria, Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti, ed ha il patrocinio della Commissione europea e del Ministero per lo sviluppo economico.  Si tratta di un lavoro teatrale che entra nelle pieghe del business dei falsi, ricostruendo inoltre la filiera del dolore controllata dalle mafie. Vuole parlare alle coscienze, per far crescere la consapevolezza della necessità di non acquistare  merce che non solo è falsa, ma anche molto nociva, sia per l’economia delle aziende che per la stessa salute dei cittadini.

“Continuando ad alimentare questo business – spiega una nota degli organizzatori dello spettacolo – si portano solamente denari nelle casse delle mafie, che controllano il fenomeno dei venditori ambulanti. Basti pensare che il giro d’affari della contraffazione, che soltanto in Italia è stimato a 6,9 miliardi di euro, sottrae 110 mila posti di lavoro regolari all’anno e, nel mondo, costringe 115 milioni di bambini sotto i 14 anni a lavorare invece di andare a scuola. Solo rifiutando tutto ciò e comprendendo l’importanza di difendere la legalità avremo fatto qualcosa di importante per noi, per il nostro paese e in fondo anche per gli ambulanti stessi, a loro volta vittime di un terribile giogo”.

“Con questo spettacolo – ha spiegato Tiziana Di Masi – voglio comunicare i danni sociali causati dalla più subdola e redditizia attività delle mafie. È subdola perché mascherata da una presunta accettabilità sociale che va invece scardinata alla base, comunicando alle persone che comprano il falso perché non lo ritengono un fatto grave, oppure perché sono convinti di dare un aiuto a chi lo vende, mentre chi ci guadagna davvero sono le mafie”.

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