Provincia

Un medico vicentino in Tanzania per combattere l’Hiv

Vicentini nel mondo per aiutare il prossimo, sebbene per un breve periodo. Fa sempre piacere segnalare casi questo tipo, e merita una menzione il ritorno in Tanzania, dopo oltre dieci anni, di Giampietro Pellizzer, medico e primario del Reparto malattie infettive dell’Ulss 6 di Vicenza. Sessantatre anni, specialista in Malattie infettive Giampietro Pellizzer è partito per la prima volta, con il Cuamm, nel 1981, con destinazione Tanzania. Il prossimo 14 luglio, insieme alla moglie, si recherà a Bugisi, nella regione di Shinyanga a nord della Tanzania, per avviare un nuovo intervento di lotta al virus dell’Aids, sostenuto dalla Fondazione Buon Samaritano del Pontificio Consiglio per la Salute, che mira a mettere in trattamento oltre 1200 malati.

“Medici con l’Africa Cuamm ha finora lavorato sempre nel sud del Paese – spiega dalla Tanzania dove si trova in questi giorni proprio a visitare i luoghi del nuovo intervento, don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm –. Ora la situazione sanitaria sta peggiorando al Nord. l’Hiv ha raggiunto livelli del 7,4% della popolazione, un tasso molto elevato. Per questo abbiamo deciso di intervenire a Shinyanga”.

Così alla vigilia della partenza, Giampietro Pellizzer ci parla dello stato d’animo con cui ritorna in Tanzania, dopo esserci stato già tre volte, nel 1981, nel 1987 e nel 2001, per un totale di 5 anni. “Parto per realizzare un sogno: fin dalla mia prima esperienza in Africa avevo in mente di tornare e di lavorare per i Paesi in via di sviluppo, per la salute di queste popolazioni e con Medici con l’Africa Cuamm, che conosco dai tempi dell’Università da quando il professor Anacleto Dal Lago mi ha insegnato Anatomia – racconta Pellizzer –. Credo che questo sia il momento migliore per partire, perché l’entusiasmo è quello dell’inizio, ma ora ho l’esperienza accumulata in tanti anni di lavoro. Parto con il desiderio di tenere gli occhi aperti, di ascoltare, di capire, di non dare nulla per scontato e di fare qualche cosa di utile”.

«Il San Bortolo, Azienda Ulss 6 – ha poi ricordato il direttore generale dell’Ulss 6, Ermanno Angonese – annovera tra i propri dipendenti e collaboratori una nutrita schiera di professionisti che rinunciano alle ferie e ai permessi per prestare la propria opera nei Paesi in via di sviluppo e in Africa. Quando Pellizzer ci ha proposto questa sua idea di mettersi a disposizione, abbiamo ritenuto, anche per il tipo di lavoro che svolge, di dirgli subito di sì, in linea con la nostra mission umanitaria e con la tradizione veneta”. Ricordiamo anche che è forte il legame di Medici con l’Africa Cuamm con Vicenza e il suo territorio. In 65 anni di storia sono stati circa 140 gli operatori vicentini partiti insieme a Medici con l’Africa Cuamm.

Membro del Consiglio di amministrazione di Medici con l’Africa Cuamm, il dottor Pellizzer e la moglie Roberta sono anche parte attiva del Gruppo Medici con l’Africa Cuamm Vicenza, un gruppo di sostegno molto presente nel territorio vicentino, che conta circa una trentina di soci e duecento simpatizzanti, e che promuove iniziative di sensibilizzazione e sostegno al Cuamm. Negli anni si è inoltre consolidato il rapporto con la Diocesi, in particolare con il Centro missionario.

“Da molti anni – spiega don Arrigo Grendele, direttore del centro missionario – il Centro missionario della Diocesi di Vicenza e Medici con l’Africa Cuamm collaborano attivamente per portare aiuto alle popolazioni africane. Nel corso del tempo abbiamo sostenuto diversi progetti del Cuamm, in Etiopia, in Sud Sudan fino alla recente emergenza di Ebola in Sierra Leone. Tutto a testimoniare la grande generosità dei vicentini e la loro capacità di dedicare tempo ed energia agli altri”.

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