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Trasporto pubblico, presto la fusione tra Ftv e Aim Mobilità

Ieri davamo conto del fatto che, a Vicenza e nella sua provincia, le tariffe del trasporto pubblico locale, sia urbano che extraurbano, non sarebbero aumentate con l’avvio del nuovo anno scolastico, e soprattutto accennavamo ad una integrazione tra i due servizi offerti da Ftv, per quanto riguarda i collegamenti provinciali, e da Aim Mobilità, per quelli cittadini. Tutto questo, naturalmente, si inserisce nel quadro di una prevista fusione tra le due partecipate pubbliche, la prima dalla Provincia, la seconda dal Comune di Vicenza. Per quanto riguarda il merito di questa scelta, sembrano essere tutti d’accordo, compresi in buona sostanza anche i sindacati, che hanno incontrato in questi giorni i vertici aziendali sul progetto di aggregazione.

“Ci sono state presentate – ha commentato infatti Massimo D’Angelo, coordinatore mobilità di Filt Cgil Vicenza – le conclusioni dello studio, portato avanti dalla società Kpmg, sulla fusione delle due grandi aziende locali del trasporto, che macinano 15 milioni di chilometri all’anno e trasportano complessivamente 25 milioni di passeggeri. Sembra che si vada avanti e si voglia fare sul serio. Abbiamo apprezzato lo sforzo che è stato fatto, e speriamo che il percorso indicato non abbia impedimenti. Condividiamo quindi il percorso, ma chiediamo anche certezze per i lavoratori: nessun posto di lavoro deve essere toccato, tutte le unità lavorative dirette e indirette, devono essere mantenute. Inoltre, bisogna procedere da subito alla stabilizzazione dei contrati a termine e conservare le migliori condizioni salariali e normative. Se non riuscissimo ad avere le giuste risposte, si andrebbe incontro ad un autunno caldo“.

Per quanto riguarda le modalità dell’operazione, dal primo gennaio del 2016 dovrebbero confluire nella già costituita Società Vicentina Trasporti, attraverso conferimento di ramo d’azienda, i rami di Aim Mobilità, senza la gestione dei parcheggi, e di Ftv, senza gli immobili. L’integrazione industriale dovrebbe portare benefici immediati, attraverso forme di sinergia, sia sulla qualità del servizio sia sulla tariffazione. Le aree coinvolte nell’aggregazione sono: il movimento, la rimessa, l’officina, la biglietteria, la controlleria e i servizi vari.

In tre anni la nuova Società dovrebbe portare il bilancio a regime, e in ogni caso, per i primi tre anni, se la divisione del trasporto urbano dovesse avere perdite, queste verrebbero ripianate dalla proprietà. Entro la fine di settembre 2015 una società specializzata dovrebbe perimetrare le aree e stimare il valore delle due aziende, indicare le scelte di governo, definire i macro aspetti organizzativi, analizzare gli elementi di carattere normativo e dare assistenza sulle attività da svolgere, indicando le priorità. Fatto questo, dopo il passaggio in Consiglio provinciale e le procedure di legge per i conferimenti dei rami d’azienda, con il nuovo anno la società potrà partire.

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