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Scuola, Donazzan al ministro: “Veneto penalizzato”

Decisamente non piace, all’assessore regionale Elena Donazzan, il piano di riparto dell’organico aggiuntivo del personale docente assegnato al Veneto per il prossimo anno scolastico. Un piano che, secondo le anticipazioni dell’Ufficio scolastico regionale, vede assegnare al Veneto appena 150 docenti in più (su un organico di quasi 48 mila posti) rispetto ai 382 richiesti dallo stesso Ufficio scolastico regionale come “dotazione minima” per continuare a garantire il servizio tra scuole paritarie, primarie e secondarie di primo e secondo grado. E così, l’assessore regionale non perde tempo e scrive al ministro dell’istruzione Stefania Giannini…

Stefania Giannini
Stefania Giannini

“Il piano di riparto, se confermato – sostiene Donazzan – disattende le esigenze minimali ampiamente documentate dall’Ufficio scolastico regionale, perlatro emanazione territoriale del ministero stesso. E ignora, inoltre, le recenti note inviate da questo assessorato, che documentano la qualità del sistema regionale (che l’esito delle prove Invalsi certifica essere tra le prime in Italia), i risultati raggiunti con il piano di dimensionamento e riorganizzazione della rete scolastica e le specificità del Veneto in merito alla scuola d’infanzia e al tempo pieno”.

Nella lettera al Ministero l’assessore veneto contesta i criteri di ripartizione dell’organico aggiuntivo, ventilando l’ipotesi che le assegnazioni di posti abbiamo seguito più un criterio di omogeneità politica che di reale rispondenza ai bisogni dei territori. “Non è possibile che la Sicilia – scrive la Donazzan -, che ha un numero di abitanti di abitanti di poco superiore al Veneto, abbia una dotazione aggiuntiva di 420 insegnanti, il Piemonte, con poco più di 4 milioni di abitanti, ben 500 in più, le Marche, che contano appena un milione e mezzo di abitanti, si vedano assegnare 140 docenti in più, il Lazio 280, la Calabria 260, la Campania 240. Di fronte a queste cifre i 150 posti in più assegnati al Veneto rappresentano appena il 3 per cento dei 4255 posti aggiuntivi previsti dal piano nazionale. Forse che in Veneto il diritto allo studio è un diritto affievolito, meno riconosciuto che in altre regioni?”

“I proclami sulla buona scuola qui sembrano sistematicamente disattesi e violati nella prassi” scrive ancora l’assessore, che chiede al Ministero la trasmissione del testo del provvedimento di riparto, al fine di verificare “fondatezza, equità e criteri delle motivazioni che hanno guidato la ripartizione dell’organico aggiuntivo”.

Nei giorni scorsi l’assessore veneto aveva sollecitato il ministro Giannini a incrementare il numero dei docenti nell’organico di fatto delle scuole venete, così come richiesto dall’Ufficio scolastico regionale, documentando la necessità di sdoppiare le classi troppo numerose nella scuola primaria e secondaria, di attivare nuove sezioni nella scuola dell’infanzia, di dare continuità alle esperienze del tempo pieno già in essere, di assicurare il funzionamento dei corsi serali nella scuola superiore e di garantire le cattedre previste nei licei musicali e per l’insegnamento delle lingue nelle scuole di secondo grado. “Ma dal ministero – conclude Donazzan – non solo non è arrivata nessuna risposta, né alcun cenno di collaborazione istituzionale, ma nemmeno la doverosa comunicazione formale del provvedimento in questione. Che mi riservo di valutare attentamente in sede amministrativa, per evitare che il Veneto sia penalizzato ancora una volta”.

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